IL GRUPPO DEL ROSARIO DELLA PACE, si incontra in parrocchia, ogni secondo lunedì del mese, nella chiesa Santa Maria degli Angeli, nella borgata di Partanna-Mondello a Palermo, in Via Lorenzo Jandolino 117.
INIZIO PROGRAMMA: ore 16,30 Presentazione ed accoglienza del Parroco, padre Pasquale Della Corte, ore 16,45 Adorazione Eucaristica, ore 17,00 Recita del Santo Rosario, ore 18,00 Celebrazione Santa Messa. Tutto è animato, con canti e lettura dei messaggi della Regina della Pace...
CARISMA DE GRUPPO DEL ROSARIO: è di essere strumento della Nuova Evangelizzazione della Pace, al servizio della Chiesa Cattolica del Terzo Millennio, che si impegna ad annunciare la Parola di Dio, la Buona Novella e la Dottrina Cristiana.

Il Blog è consacrato alla Regina della Pace, a San Michele Arcangelo e a San Giuseppe.

Pace e bene!!!

VENITECI A TROVARE PER PREGARE INSIEME IL SANTO ROSARIO, VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!

per chi volesse, la Madonnina di Medjugorje, a casa propria e in famiglia, per formare un cenacolo del rosario, può contattare la sig.ra Anna Maria al cell. 339/6090931 oppure padre Pasquale in parrocchia al 091/450773, è dovere di ogni cristiano pregare il rosario ogni giorno pace e bene!

"La fede non è alienazione, ma cammino di verità per prepararsi a vedere il volto meraviglioso di Dio!" (Papa Francesco)


Visualizzazione post con etichetta Catechesi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Catechesi. Mostra tutti i post

domenica 17 novembre 2013

La preghiera PER UN AMMALATO

PREGHIERA PER L'AMMALATO

Cari figli. La preghiera più bella che potreste recitare per un ammalato è proprio questa!

36.jpg

O mio Dio, questo ammalato qui davanti a Te, è venuto a chiederTi ciò che lui desidera, e che ritiene essere la cosa più importante per lui.
Tu, Dio, fai entrare nel suo cuore queste parole « È importante essere sani nell'anima! »
Signore, sia fatta su di lui la Tua santa volontà in tutto!
Se Tu vuoi che guarisca, che gli sia donata la salute.
Ma se la Tua volontà è diversa, che continui a portare la sua croce.
Ti prego anche per noi che intercediamo per lui; purifica i nostri cuori per renderci degni di donare, attraverso noi la Tua santa misericordia.

Dopo la preghiera, recitare tre volte il Gloria al Padre.

* Durante l'apparizione del 22 giugno 1985, la veggente Jelena Vasilj dice che la Madonna ha detto a proposito della Preghiera per l'ammalato: « Cari figli. La preghiera più bella che potreste recitare per un ammalato è proprio questa! ». Jelena asserisce che la Madonna ha dichiarato che Gesù stesso l'ha consigliata. Gesù vuole che durante la recita di questa preghiera l'ammalato e anche chi intercede con la preghiera siano affidati nelle mani di Dio. Proteggilo e allevia le sue pene, sia fatta in lui la Tua santa volontà. Attraverso lui venga rivelato il Tuo santo nome, aiutalo a portare con coraggio la sua croce.


Padre Slavko a Pescara: Maria ci guida all’Eucaristia

La Messa è incompleta se non è tradotta da noi in sacrificio per gli altri - Testimonianze vive

http://pdp.altervista.org/foto/frasla/PSlavko090.jpg Partendo dal messaggio di Maria dell’aprile 1988 “La Messa sia per voi la vita”, P. Slavko ha parlato dell’Eucaristia. Ha guardato anzitutto come Gesù ha celebrato la prima Messa dopo la resurrezione con i discepoli di Emmaus.
I discepoli lungo la strada, carichi della loro povertà e realtà di sofferenza e di delusione, sanno solo di Gesù morto e non vedono altro. Gesù si fa loro vicino senza manifestarsi, la sua parola apre loro gli occhi e purifica il loro cuore per renderli pronti a riconoscerlo. Poi spezza con loro il pane e si manifesta nella sua pienezza, dona loro la carica e la forza per essere suoi testimoni nel mondo.

E’ cosi anche per noi nella S. Messa. Nell’atto penitenziale, Gesù vuole purificarci dalla mostra realtà di sofferenza e di difficoltà. Desidera però che noi siamo coscienti di questo stato. Per questo la Maria ci invita con sollecitudine a prepararci alla S. Messa.
Dopo averci purificati col perdono, Gesù ci ricrea con la parola per renderci pronti a riconoscerlo come nostro salvatore e vedere realmente come Lui si offre a noi nell’Eucaristia.
Nella comunione Gesù ci guarisce dalle ferite provocate dal peccato e ci dà l’energia, la carica per essere testimoni, per portare Lui al mondo. Questa è soltanto la prima parte della Messa, la Messa di Gesù.
Ora inizia la nostra: cioè la Messa sia per noi vita e la nostra vita diventi offerta al Signore. Così anche noi nella realtà dobbiamo soprattutto portare il perdono affinché Gesù, attraverso il nostro perdono, possa rigenerare gli altri; parlare come Gesù, perché così il prossimo lo intenda attraverso di noi. Dobbiamo offrirci come Gesù perché vedano in noi il suo amore e il suo sacrificio. Quella celebrata sull’altare è la parte fondamentale della Messa che poi continua in noi, altrimenti la Messa sarebbe finita in chiesa.
Per farci comprendere questo, P. Slavko ci ha portato al Miracolo Eucaristico di Lanciano dove, oltre che a contemplare il grande mistero di questa Ostia e vino tramutato in carne e sangue veri (che presentano le stesse caratteristiche come se fossero freschi, dopo 1200 anni) ha voluto farci capire anche, dal fatto storico, che quella Santa Messa non è mai stata consumata, non è mai finita. Il Signore ci sollecita perché, come tutte le Messe, venga consumata da noi e lo sarà solo se noi ci offriamo a Lui portandolo agli altri nella realtà concreta.
Per questo ci ha presentato delle testimonianze reali in cui la fede si è incarnata. Ad esempio le esperienze di P. Luciano che a Medjugorje si dona nel silenzio in mezzo a ragazzi italiani e francesi che stanno facendo una scelta di vita. Alcune opere di carità stanno nascendo anche nei nostri gruppi di preghiera: condivisione con handicappati, offerte e aiuto ai missionari, aiuti a Madre Teresa di Calcutta.
Poi ha parlato del Brasile. Un gruppo di preghiera del Veneto sta sostenendo un sacerdote missionario, che ha ritrovato il sacerdozio a Medjugorje e si cura dei bambini abbandonati. E’ stato molto colpito nel suo viaggio in Brasile dalla grave situazione di povertà che esiste. Ci siamo tutti sentiti molto richiamati dalla necessità che urge di concretizzare l’amore in aiuto tangibile alle situazioni di bisogno intorno a noi. Abbiamo ammirato già qui il clima di amore e di famiglia creato dalla semplicità sorridente, dallo spirito di sacrificio di P. Urbano e dalla sempre cortese disponibilità di Nino Menzietti e amici che hanno diretto in modo impareggiabile il convegno.

Fonte immagine: http://pdp.altervista.org/foto/frasla/grazie_frame.htm


mercoledì 30 ottobre 2013

Digiuno è abbracciare la croce

Digiuno è abbracciare la croce  
lo sento che non esiste una croce senza valore. (26 maggio 1988)
 
La Madonna vi ha chiamato, ti ha chiamato a Medjugorje e desidera che tu pensi nel tuo intimo: io non sono qui per caso, la mia presenza qui ha un grande scopo.
Allora è importante che vi chiediate: cosa vuole la Madonna da me? Dovete sapere che lei vi chiama, lei vi parla.
Ecco, io vi dico che la Madonna a Medjugorje parla, lei è presente e abita a Medjugorje e qui, ora, tu puoi credere da prete, da uomo, da donna, da giovane.
Credere significa seguire e vivere la chiamata senza paure, come hanno fatto i 72 frati che il 7 febbraio 1945 presso un santuario qui vicino in un'ora sono stati uccisi e hanno testimoniato la loro scelta e la loro fede.
La Madonna a Medjugorje ha avvicinato il mondo: coloro che vengono qui si sentono una sola famiglia. Ognuno dice: la mia mamma è qui, dinanzi a me sono i frutti della sua presenza.
Lei, in questo posto povero e umile, è riuscita a riunire il mondo intero e tutti ci sentiamo bene, ci sentiamo a casa.
Bene, non è possibile scrivere in un solo libro e neanche in tanti tanti libri ciò che la Madonna ha fatto e ha detto a Meljugorje in sette anni, così come diceva san Giovanni di Gesù.
Lei parla ad ognuno che giunge qui, e ognuno può diventare messaggio, veggente, testimone. Chi ama veramente può tornare a casa veggente.
Ma cosa vuole la Madonna da te? Lei vuole distruggere la tua maschera, liberarti dalla tua vita superficiale per darti un cuore nuovo che ama, che è cristiano.  
 
Per questo ci invita a fare il digiuno.  
Digiunare non ci porta via qualcosa, ma libera la tua persona, libera il tuo amore, libera in te la pace, ti libera dalla paura.
Ricordo ancora la sorpresa dei primi giorni quando la Madonna diceva: «Digiunate perché satana è in voi e nelle vostre famiglie» ". Lo scopo della Madonna è quello di distruggere il nostro egoismo.
Il Vangelo non è una cosa privata, ma un dono per te e per tutta la chiesa. Un santo non vive per sé, non è santo per se stesso soltanto. Anche una mela è un frutto e il suo fine è di essere mangiata, consumata.
La chiesa c'è per la resurrezione e la Madonna desidera realizzare ciò; per questo ha detto: «Digiuna e satana sarà allontanato da Medjugorje». Molti dicono con varie scuse: «Non me la sento di fare il digiuno».
In realtà la pubblicità invita al consumismo anche le famiglie cristiane e così il digiuno passa in second'ordine.
Il primo mercoledì di luglio, dopo le apparizioni, tutta la gente di Medjgorje convocata in chiesa ha detto di sì con la gioia alla richiesta della Madonna di digiunare per quattro giorni a pane e acqua. Il digiuno non distrugge ma edifica la gioia, edifica ciò che è divino in noi.
Una famiglia veramente cristiana non si lascia condizionare dalla pubblicità e dal consumismo: sa quale macchina serve, qual è il vestito giusto, il pranzo giusto. La Madonna ha detto: «Leggi la Bibbia e tu sai tutto».
Allora ecco che si fa digiuno con i pensieri, si fa il digiuno della propria volontà e dei propri progetti, perché si è attenti a scoprire la volontà e il progetto di Dio, giungendo a negare la mia volontà per affermare la volontà di Dio.  
Fare digiuno significa dire di no alla propria torre di Babele.
Dio e la Madonna non possono aiutarti a costruire la tua torre di Babele, quella dei tuoi progetti. Ti aiutano se chiedi di fare la volontà del Padre. Pietro che consiglia Gesù di non andare a morire non ama Gesù. Digiuno significa rinnegare se stessi ogni giorno, vedere nel volto degli altri il volto di Gesù, guardare il mondo col cuore, da veri cristiani.
Si digiuna cambiando le lenti dei propri occhi; si digiuna con le parole tenute a freno, non con la critica, perché noi cristiani siamo chiamati ad edificare; si digiuna con il vestito; a tavola con il cibo; con il comportamento; in tutti i campi di attività della vita. Digiuno non è distruggere la mia vita, ma liberare la mia persona nella dimensione della pace e dell'amore, liberarmi dall'odio e dalla paura.
Sbaglia chi ritiene che digiunare significhi solo non mangiare; il vero digiuno è mettersi nella disposizione di servire gli altri.

La Madonna nei messaggi ci chiede di abbracciare e di portare la croce.  
Ognuno di noi ha la sua croce. L'evoluzione della società ci porta ad occultare e a dimenticare la croce, eppure non esiste vita cristiana senza la croce; non c'è, non esiste la storia della salvezza senza la croce. Essa è il centro, la radice della fede e della chiesa.
Quando Gesù ha abbracciato la sua croce, questa non è più stata condanna, ma è diventata la salvezza, la pace, la luce, la forza che attira a sé l'uomo. Gesù dice nel vangelo di Giovanni: «Ed io, quando sarò innalzato da terra, trarrò a me tutti gli uomini». Così noi dobbiamo innalzare la nostra sofferenza: la tua debolezza, la tua sofferenza, il tuo dissidio familiare non vanno scartati, ma innalzati.
Anche la Madonna ci dice: abbraccia la croce.
Eppure sempre più spesso non sappiamo portare la croce. Ecco, noi tutti siamo venuti a Medjugorje per riabbracciare la croce, perché venire a Medjugorje significa mettere Gesù al primo posto nel nostro cuore, seguire e amare Gesù.
Non possiamo seguire due padroni ma uno solo, dice il Vangelo. Allora buttate tutto, le mentalità e le pratiche che non servono, che non sono giuste. Lasciate tutti i vostri idoli qui e seguite la strada di Gesù. Lasciate tutto e come la Madonna pronunciate il vostro "fiat".
Gesù non può agire in noi senza la chiesa che ci ha lasciato: lui ha sposato la chiesa e non desidera divorziare da lei.  
 
Noi siamo importanti per lui e ci ha detto cosa dobbiamo fare; ce lo ripete da sette anni attraverso la Madonna a Medjugorje: pregare con il cuore, digiunare, leggere la Bibbia, confessarsi ogni mese, vivere la Messa.  
Agire così vuol dire abbracciare la chiesa, in modo da portare i frutti della pace, della gioia, dell'amore, della santità e della vita cristiana. Noi siamo grandi se siamo obbedienti a Gesù, davanti al quale ora ci mettiamo in silenzio, per ascoltarlo con il cuore.  
 
Padre Jozo Zovko 
 
 
Fonte:
Medjugorje
Una testimonianza
Catechesi di padre Jozo Zovko dal 1983 al 1989
Edizioni Villadiseriane
 

mercoledì 17 aprile 2013

Le apparizioni della Madonna a Medjugorje: i messaggi di Medjugorje e il loro profondo senso evangelico

Davvero Medjugorje è un ponte tra il tempo e l’eternità. Davvero Medjugorje è il posto della terra più vicino al Cielo

Il Cielo è aperto a Medjugorje da quando, nel giugno del 1981, la Madonna è apparsa ad alcuni ragazzi del posto sulla collina dietro le loro case. Da allora un’inesauribile sorgente di grazia scaturisce in questa vallata dell’Erzegovina meridionale cui sono accorsi milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo.
Le apparizioni di Medjugorje, per molti versi, rappresentano un’assoluta novità e un avvenimento irripetibile nella storia. Assoluta novità per la lunga presenza quotidiana della Madre di Dio che in questo posto appare e dà messaggi da oltre 30 anni come “in nessun altro luogo nella storia dall’inizio del mondo” (messaggio del 4 aprile 1985). Avvenimento irripetibile perché queste sono le sue ultime apparizioni: “Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni” (messaggio del 2 maggio 1982).
Per comprendere l'importanza delle apparizioni di Medjugorje è necessario fare un riferimento a Fatima. Alla vigilia di una notte oscura, a Fatima la Madonna, aveva acceso nei cuori la luce della sua presenza e indicato il cammino della speranza. A Medjugorje, di fronte ad un mondo smarrito che tenta di costruire un futuro senza Dio, la Madonna ci prende per mano indicandoci il cammino della fede che conduce a Dio Padre e alla vita eterna.
Considerando l’enorme numero dei messaggi e i relativi contenuti, è evidente che la Regina della Pace si presenta a Medjugorje, oltre che come madre, anche come maestra di una scuola del tutto speciale. Questi messaggi, vere e proprie perle di spiritualità, non aggiungono nulla al messaggio cristiano, ma il messaggio cristiano si fà, nelle parole della Vergine, più struggente d’amore, traduce l’ansia di un cuore materno che trepida per la vita dei figli, vuol preservarli dal male, vuol risparmiare loro il castigo, li conforta nella prova, li anima alla speranza. 
Ma, al di là dei messaggi, a Medjugorje si sperimenta che Maria è viva, è una figura reale, veramente esistente, anche se in una dimensione che sfugge ai nostri sensi. È come se lì, d'improvviso, si facesse visibile un mondo sempre presente ma che abitualmente rimane nascosto. 
La Madonna a Medjugorje ha anche rivelato ai veggenti dei segreti.
È la presenza di Maria il “segreto” che attira folle enormi d’ogni età, condizione sociale e nazione. A Medjugorje s’incontrano bambini, tanti giovani e adulti; tutti insieme uniti nella preghiera e nella ricerca di Dio sui passi di Maria. 
I cuori si uniscono in questa grande valle dove la preghiera risuona giorno e notte, e dove gli uomini e le donne del nostro tempo, incontrando i cuori Gesù e Maria, e attraverso i messaggi, ritrovano il senso della vita e la direzione giusta da prendere.
Il santuario di Medjugorje è senz’altro il più visitato al mondo ed è ormai uno dei centri di spiritualità più importanti. Il numero dei pellegrini cresce d’anno in anno e la grazia si effonde abbondante su tutti quelli che arrivano con il cuore aperto per incontrare Maria ed accogliere, come lei, la Volontà di Dio nella propria vita.
Lì prendiamo facilmente coscienza che siamo pellegrini sulla strada verso l’eternità e che tutti siamo in cammino per raggiungere la casa del Padre. 
La Madonna in questi anni ci ha accompagnato, guidato con i suoi messaggi, incoraggiati con la sua presenza e le sue apparizioni, esortati a scuoterci dal torpore spirituale e invitati alla missione evangelizzatrice con lei Madre della Chiesa, inviandoci in ogni parte della terra portando la parola della fede e della speranza in Cristo nostra vita e salvezza. Questo fa sì che Medjugorje  cresca e il suo messaggio si diffonda nel mondo intero. 
Davvero Medjugorje è un ponte tra il tempo e l’eternità. Davvero Medjugorje è il posto della terra più vicino al Cielo.
Angelo Masciello





giovedì 28 febbraio 2013

News da Radio Maria

Cari amici,
nel suo messaggio del 25 Febbraio la Madonna non ha fatto nessun accenno alla situazione particolare della Chiesa, riguardo alla quale scorrono fiumi di parole. 
Ciò che alla Madonna sta a cuore è il cammino di preghiera e di conversione che ognuno è chiamato a compiere in questo tempo di Quaresima.
La Madre esorta i suoi figli a non cedere al peccato che trascina verso le cose terrene. Chiede di prendere una decisione ferma per la santità, in modo tale che il cammino spirituale diventi semplice e gioioso.
Ci ammonisce a non venire a patti col male, perchè è una forza che logora le nostre energie fino a distruggerci. Solo con una ferma rinuncia a satana e alle sue seduzioni ci sentiamo liberi e procediamo spediti nel cammino.
La Madonna non ha parlato del Papa, ma ha fatto molto di più. Lo ha mostrato alla Chiesa, come pochi prima lo avevano visto, un'immagine viva di Maria, che irradia bontà, sapienza e umiltà.
La Chiesa, come il suo Signore, è chiamata a fare fronte alle tentazioni e alla persecuzioni. Ma è questa la via che conduce alla gioia della Pasqua.

Vostro Padre Livio

Radio Maria è un marchio registrato di proprietà dell'associazione Radio Maria

sabato 9 febbraio 2013


Le nostre testimonianze e le nostre contro-testimonianze

Mi è piú facile partire dalle nostre contro-testimonianze, che sono opera nostra, che dalle nostre testimonianze, che sono frutto della nostra collaborazione con la Grazia di Dio.
Anche considerando la realtà di Medjugorje, le nostre contro-testimonianze mi sembra possano essere raccolte in tre grandi gruppi:
1-    Il protagonismo:
E domandiamoci da subito: perché diciamo o non diciamo, poniamo o non poniamo una determinata azione? E’ proprio solo e tutto per la gloria di Dio?  O non è per imporre velatamente le nostre idee e convinzioni, per una nostra affermazione? E non è che qualche volta lo facciamo o non facciamo qualcosa per esaltare qualche aspetto della nostra vita? Permettetemi un ricordo personale. Nelle feste particolarmente solenni, il mio coro parrocchiale eseguiva dei canti propri, che davano, certo, lustro alle funzioni liturgiche particolari. Tutti eravamo contenti e le congratulazioni erano molto gradite, ma un confratello, mi sussurrava all’orecchio, senza cattiveria né invidia, ne sono certo, ma con molto umorismo: “Eh, la glorietta!..” Come era vera questa benevola osservazione! Quante volte ci piace sentire che gli altri ci stimano, apprezzano i nostri interventi, il nostro operato! Da qui nasce quella contro-testimonianza che guasta anche tante vite e perfino un luogo particolare quale puó essere Medjugorje!..perché tutti corriamo questo pericolo!..
2-    Il business:
E’ un piccolo tarlo che si insinua nei Gruppi medjugorjani e non, e che allontana coloro che osservano la nostra Fede, perché si insinua il dubbio dei  nascosti e facili guadagni economici, di un qualche interesse perché  “nessuno fa mai niente per niente”!.. anche nelle persone piú innocue come potrebbero essere i veggenti, oltre che i consacrati! Ricordo che un parroco constatava la riuscita di una predica, di una iniziativa dalla quantità delle offerte. Nei gruppi parrocchiali e non, si ha sempre una particolare attenzione alle offerte, che ci vogliono!, ma che non sono davvero la  cosa piú importante!.. Io spero di non far mai nulla per questo scopo, anche non dichiarato, anche inconscio. Ma so che tutti corriamo questo pericolo, nella ricerca di interessi terreni e anche nell’attaccamento alle cose della terra!
3-    Le disobbedienze piú o meno formali:
Quante volte rischiamo di celebrare i nostri incontri senza tener conto delle indicazioni della Chiesa, perché “non fanno male a nessuno”, perché ci sono dei buoni obiettivi da raggiungere, come: una migliore preghiera, una piú facile fraternità, una conversione, una guarigione importante!.. Quante volte ci concediamo piccole trasgressioni perché nessuno ci vede, perché tutti fanno cosí, perché.. perché.. perché qualcosa si è scollato dentro di noi, e allora si forma nel nostro cuore una piccola crepa, che poi non controlleremo piú e che farà saltare altro che una diga!.. Penso al potere delle piccole cose sia nel bene che nel male! Aver cura di esse è un segreto di Santità. Ricordo di aver letto in seminario una bella composizione spirituale: “Sfumature per Gesú”. Sono disponibili anche in Internet, con firma di Don MAURO MARIA SANTOLINI o.s.b.
E cosí, si rischia di distruggere lo stesso Progetto di Dio, e, con le migliori intenzioni, riusciamo a distruggere perfino il mondo di Medjugorje!..

Ma ora veniamo alla “testimonianza” alla quale la Regina della Pace ci invita.
Credo che debba passare prima di tutto dalla nostra mente e dal nostro cuore non come frutto di un nostro impegno umano, quanto di una apertura alla Grazia di Dio, che vuole servirsi di noi. Essa è una chiamata per suscitare la Fede. Per questo Paolo VI diceva che il mondo, anche oggi, ha bisogno piú di testimoni che di maestri.
“Diventare testimoni autentici” è frutto di un desiderio profondo del cuore, segno di una chiamata, che si fa preghiera e disponibilità a fare sempre e in tutto la Volontà di Dio.
“Testimoni autentici” si diventa per una speciale grazia di Dio, che si serve dei piccoli e dei poveri, forse incapaci di compiere grandi opere, ma disponibili ad essere abitati da Lui, come la Vergine Maria, come i Martiri della Chiesa.
Il “Martirio” è la “Testimonianza piú grande” ed è frutto di una straordinaria Grazia di Dio, che non è data a tutti e che anzi alcuni rifiutano. Martirio significa appunto “Testimonianza”.
In genere una testimonianza nasce dall’aver vissuto una qualsiasi esperienza da raccontare o da trasmettere. Gli Apostoli diventano testimoni di un vissuto con Gesú. E anche noi, se viviamo davvero con Gesú, diventeremo suoi testimoni. Se viviamo con il mondo e come il mondo, trasmetteremo un altro tipo di testimonianza, perché diverso è il nostro vissuto, diverso da quello cristiano.
In questo tempo la Regina della Pace ci ha invitato a una testimonianza trasparente, viva, gioiosa della nostra Fede, che trasmetta la Fede al mondo. Ecco allora che la testimonianza nasce da un incontro con Dio nella preghiera, e si manifesta in una forma di Amore molto impegnativo come puó essere il perdono, l’amore verso i nemici, e ci rende sempre piú simili al Figlio di Dio, il Quale, sulla Croce, “non perdona da superuomo”, ma “invoca il perdono” del Padre Celeste sui suoi crocifissori (cfr. Lc. 23,34). Quel gesto sarà ripetuto dal protomartire Stefano (cfr. At. 7, 60), e da tanti piccoli e grandi Martiri di ogni tempo e di ogni luogo, di ogni estrazione sociale e di ogni età, uomini e donne. Permettetemi di menzionare S. Maria Goretti, la Beata Pierina Morosini, Santa Gianna Teresa Molla, San Massimiliano Kolbe, il Beato Giovanni Paolo II. E vorrei ricordare che i Religiosi e le Religiose sono chiamati/e ad essere “testimoni dell’Invisibile”. Sarà  grande la schiera dei martiri e dei testimoni sconosciuti, che scopriremo nell’eternità. Ci auguriamo di essere anche noi nelle file di questa impensata schiera celeste!..
Credo che per noi sia importante ora aprire il cuore all’azione di Dio in noi, prima di tutto nella preghiera, e nel metterci a sua completa disposizione per i suoi progetti e per le sue opere!.. Ecco allora quanto è logico che la Regina della Pace ci chieda di Consacrarci a Lei. Ma qui occorre aprire un’altra serie di riflessioni altrettanto importanti e serie! Intanto, in questo tempo, rileggiamo con calma il Magnificat..
Vi benedico.
P. Armando

lunedì 21 gennaio 2013

Alcuni spunti di fra Slavko sulla Santa Messa


Partecipazione alla Messa. Io sono convinto e vedo l'esperienza di questa Messa qui e di tante altre Messe anche da voi: la gente viene all'ultimo momento quando suonano le campane e dopo alla fine esce subito; se ha avuto difficoltà per trovare un posto per parcheggiare la macchina diventa anche un po' nervosa ed entra in chiesa quando la Messa è già incominciata.
Trova forse un po' di pace durante la Messa; ma finita la Messa va via. Se si fa così c'è sempre un rischio: che la Messa non può diventare in questo modo una esperienza viva di Dio; cioè ci si deve preparare.
Una volta la Madonna ha detto: « Venite un po' prima nella chiesa ». Dopo io ho capito: il tempo di un Rosario, venti minuti prima per prepararsi e restare dopo la Messa dieci minuti.
Guardate, quando si vuole educare qualcuno non si dice dieci minuti, venti minuti, ma si deve restare un tempo durante il quale può succedere qualche cosa. (…)
Vedete, forse adesso potete capire perché si prega da noi un'ora prima della Messa e perché si resta per i sette Padre Nostro e per la preghiera dei malati. Guardate, con i misteri del Rosario noi ci prepariamo e nella Messa succedono le grazie. Io ho visto che non è molto importante capire le parole, molto importante è pregare nella propria lingua, meditare e poi vengono le grazie.
Alla comunione si dice: « mio Signore non sono degno di riceverti nella mia anima, ma dì una parola e la mia anima sarà guarita »; ora, se corriamo via subito dopo la Messa, Gesù non ha tempo di guarire la nostra anima, se tutto diventa un meccanismo.
Allora restate, pregate, ringraziate, pregate sempre per la vostra guarigione, per la guarigione degli altri con le vostre parole. Così la Messa diventa una esperienza viva di Dio.
(Da una catechesi di fra Slavko Barbaric del 18.5.’85)
tratto da: Informazioni da Medjugorje