IL GRUPPO DEL ROSARIO DELLA PACE, si incontra in parrocchia, ogni secondo lunedì del mese, nella chiesa Santa Maria degli Angeli, nella borgata di Partanna-Mondello a Palermo, in Via Lorenzo Jandolino 117.
INIZIO PROGRAMMA: ore 16,30 Presentazione ed accoglienza del Parroco, padre Pasquale Della Corte, ore 16,45 Adorazione Eucaristica, ore 17,00 Recita del Santo Rosario, ore 18,00 Celebrazione Santa Messa. Tutto è animato, con canti e lettura dei messaggi della Regina della Pace...
CARISMA DE GRUPPO DEL ROSARIO: è di essere strumento della Nuova Evangelizzazione della Pace, al servizio della Chiesa Cattolica del Terzo Millennio, che si impegna ad annunciare la Parola di Dio, la Buona Novella e la Dottrina Cristiana.

Il Blog è consacrato alla Regina della Pace, a San Michele Arcangelo e a San Giuseppe.

Pace e bene!!!

VENITECI A TROVARE PER PREGARE INSIEME IL SANTO ROSARIO, VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!

per chi volesse, la Madonnina di Medjugorje, a casa propria e in famiglia, per formare un cenacolo del rosario, può contattare la sig.ra Anna Maria al cell. 339/6090931 oppure padre Pasquale in parrocchia al 091/450773, è dovere di ogni cristiano pregare il rosario ogni giorno pace e bene!

"La fede non è alienazione, ma cammino di verità per prepararsi a vedere il volto meraviglioso di Dio!" (Papa Francesco)


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domenica 19 gennaio 2014

Miracolato a Lourdes, missionario laico di Palermo: Biagio Conte della Comunità Speranza e Carità

"Miracolato" a Lourdes il missionario palermitano Biagio Conte

Il laico celebre perché ha creato dal nulla la Missione di speranza e carità che accoglie oltre 900 persone e sostiene migliaia di famiglie era da anni su una sedia a rotelle. Dopo un bagno nella vasca si è alzato e ha ripreso a camminare

Mariateresa Conti - Ven, 17/01/2014 - 16:07
Era andato a Lourdes per accompagnare i malati. E quel bagno nella vasca quasi non voleva farlo, preferendo cedere il posto a quei bisognosi cui ha dedicato tutta una vita. Ma Biagio Conte, 50 anni, il missionario laico celebre a Palermo perché da nulla ha creato tre strutture che assistono gli ultimi e danno sostegno a migliaia di famiglie, si è bagnato nelle acque di Lourdes. E dopo quel bagno ha messo da canto la sedia a rotelle su cui era costretto da quasi dieci anni, per uno schiacciamento delle vertebre che non gli permetteva più di camminare.
Si grida al miracolo, a Palermo, per l'inspiegabile guarigione di uno che di miracoli ne ha fatti tanti, visto che la sua Missione di speranza e carità, che nel tempo si è fatta in tre con altrettante strutture che accolgono circa 900 persone in difficoltà e danno sostegno a migliaia di famiglie. A dare la notizia di quanto era successo a Biagio a Lourdes è stata la stessa Curia, che ha raccontato la storia attraverso la newslettere della diocesi. Lo conoscono tutti, a Palermo e non solo, Biagio Conte. Divenne celebre in tutta Italia nei primi anni Novanta, quando di lui, figlio di un imprenditore apparentemente scomparso nel nulla si occupò la trasmissione «Chi l'ha visto?». Non era scomparso, Biagio. Aveva solo scelto una via di povertà e di dedizione agli ultimi, nello spirito di San Francesco. E così aveva deciso di fare un pellegrinaggio a piedi, da Palermo ad Assisi. Solo con il suo bastone e il cane incontrato lungo il suo viaggio, Libertà.
Ne ha fatta di strada, da allora, Biagio Conte. A suon di proteste e digiuni ha «conquistato» a Palermo tre strutture abbandonate, trasformandole in altrettante case per i poveri, gli ultimi, i bisognosi. Da molti anni, almeno una decina, era costretto sulla sedia a rotelle per uno schiacciamento delle vertebre. Ma questo non gli ha impedito di continuare a occuparsi dei suoi poveri, costantemente. E proprio mentre era a Lourdes con i suoi poveri è arrivata questa strana guarigione. «È stata una grazia inaspettata - racconta Biagio - che ho ricevuto dal buon Dio che ha incaricato la sua madre Maria. Io ho sempre avuto a cuore la Vergine, ma non mi ero mai recato nel santuario di Lourdes, un viaggio che è stato possibile grazie all'Unitalsi che mi ha invitato insieme ai malati. Io non pretendevo nulla ed anzi ho dato la precedenza agli altri malati. Poi mi sono deciso e subito dopo essermi immerso ho avvertito come un fuoco dentro che mi ha permesso di tornare non a camminare, ma a correre verso le tante persone che me lo chiedono. Dopo il bagno in piscina non ho sentito più il bisogno della sedia a rotelle - continua il missionario laico- e del bastone che però non lascio perché mi ricorda il viaggio fatto nel '90 da Palermo ad Assisi, infatti da allora lo porto sempre con me e adesso mi fa riassaporare i momenti in cui correvo da una parte all'altra della città».
A dare il crisma dell'ufficialità alla notizia, la newsletter della diocesi diPalermo, che espressamente parla di possibile miracolo titolando: «Biagio Conte torna a camminare grazie all'intercessione della Madonna di Lourdes». Una bella favola. Che il regista Pasquale Scimeca, che su Biagio Conte ha in cantiere un film, potrà aggiungere alla sua sceneggatura.
http://www.ilgiornale.it/tag/biagio-conte-67410.html

Scatta l'ora X di Medjugorje. Francesco decide sul dossier dei teologi

DA IL FOGLIO DI FERRARA
18 gennaio 2014 - ore 06:59

Scatta l’ora X di Medjugorje. Francesco decide sul dossier dei teologi

Il giudizio del Papa sulle apparizioni di Medjugorje si avvicina. Giovedì,
in Vaticano, è stato ricevuto il cardinale bosniaco Vinko Puljic,
arcivescovo di Sarajevo. Da ieri, è a Roma anche il cardinale Josip Bozanic,
arcivescovo di Zagabria. Fonti croate hanno poi spiegato che il dossier su
cui lavora da tempo la commissione guidata da Camillo Ruini sta per essere
posato sul tavolo di Francesco. Con i sigilli del caso, a rimarcare la
delicatezza del contenuto e l’importanza della materia. Quattro anni di
lavoro per il gruppo di teologi, medici, psicologi ed esperti di mariologia
istituito da Benedetto XVI e chiamato a dire se nelle apparizioni della
Madonna sulla collinetta di un paesino dell’Erzegovina ci sia del
soprannaturale. La vicenda va avanti da più di un trentennio, e da Roma non
è ancora giunta una risposta definitiva.

L’aspetto più delicato e controverso è che quello delle apparizioni è un
fenomeno tutt’altro che concluso. Continua, a cadenza seriale, ed è perfino
delocalizzato. I veggenti, cioè, vedono la “giovane donna bellissima”
ovunque si trovino. Anche a migliaia di chilometri da Medjugorje, anche
oltreoceano. Un aspetto, questo, che ha spinto lo scorso ottobre il prefetto
della congregazione per la Dottrina della fede, il teologo Gerhard Müller, a
vietare ai cattolici americani di partecipare a “riunioni, conferenze e
pubbliche celebrazioni” in cui sia data per certa la credibilità delle
apparizioni di Medjugorje. L’obiettivo della lettera inviata dal capo dell’ex
Sant’Uffizio al nunzio a Washington, monsignor Viganò, era di evitare che
folle immense partecipassero agli eventi organizzati da Ivan Dragicevic, uno
dei veggenti che si dice in contatto con la Vergine.

La posizione della chiesa al momento è sempre quella del 1991, spiegava
Müller: finché il Pontefice non si esprimerà in proposito, non è possibile
classificare quei fenomeni come soprannaturali. Un provvedimento, quello del
prefetto, diretto alle diocesi d’America, ma presto preso a esempio anche in
Europa. A stretto giro, infatti, gli episcopati di Madrid, Siviglia e Toledo
chiarivano che “per evitare scandalo e confusione tra il popolo di Dio”,
sarebbe stato meglio porre qualche opportuno paletto. In virtù di ciò, si
legge nel comunicato dell’arcivescovado di Toledo – che è anche sede del
primate di Spagna –, “non è permesso al clero né ai fedeli partecipare a
incontri, conferenze durante i quali si dia per certa la credibilità di tali
apparizioni”. Non aiuta a districarsi nella vicenda neppure il fatto che il
clero (anche quello ai più alti livelli) sia diviso, lacerato. Così, se il
vescovo di Mostar è convinto che in cima a quella collinetta non ci sia
nulla di soprannaturale e mistico, e che la Madonna mai sia apparsa in
quelle zone, ci sono eminentissimi prìncipi della chiesa persuasi del
contrario. Il cardinale Schönborn, ad esempio, che nella cattedrale di Santo
Stefano a Vienna accoglie e fa parlare più volte l’anno i veggenti, con un’affluenza
di pubblico che raggiunge anche le cinquemila persone.

In tutto questo, c’è l’enigma rappresentato dal Papa. Che dirà Francesco?
Come giudicherà il dossier faticosamente compilato dalla commissione
istituita nel 2010 da Ratzinger? Poco prima di decollare alla volta di Roma
per il Conclave, lo scorso marzo, il cardinale Bergoglio autorizzava i
fedeli della capitale argentina a partecipare a riunioni e conferenze con
Ivan Dragicevic. In cinquemila presenziarono all’evento del 4 marzo al
Microestadio Malvinas, addirittura in diecimila all’appuntamento di due
giorni dopo al luna park di Buenos Aires. Il tutto con l’approvazione dell’arcivescovo.
Il copione degli eventi, sempre lo stesso: rosario, messa e apparizione
della Madonna. Non irrilevante è poi il fatto che il confessore di Bergoglio
dal 2010 fosse padre Berislav Ostojic, francescano giunto in Argentina da
Citluk, villaggio a pochi passi da Medjugorje. E i francescani, favorevoli
al riconoscimento delle apparizioni, da trent’anni sono in rotta con le
gerarchie ecclesiastiche locali. Ma questo accadeva prima del 13 marzo 2013.
Una volta eletto Papa, Bergoglio ha lasciato intendere che sulla questione
bisogna invece essere prudenti.

Si esprimeva così, il 14 novembre scorso, a Santa Marta: “La curiosità ci
spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: ‘Ma
io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere della Madonna,
messaggi dalla Madonna’. Ma la Madonna è Madre! Non è un capoufficio della
Posta, per inviare messaggi tutti i giorni. Queste novità allontanano dal
Vangelo, dalla pace e dalla sapienza, dalla gloria di Dio, dalla bellezza di
Dio”. Perché “Gesù dice che il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione:
viene nella saggezza”.

© - FOGLIO QUOTIDIANO
di Matteo Matzuzzi – @matteomatzuzzi
Inviato dal mio BlackBerry® smartphone di PosteMobile

Perchè Medjugorje non sarà bocciata

di Antonio Socci
Novità per Medjugorje. Venerdì scorso ha ufficialmente concluso i suoi
lavori la Commissione internazionale di inchiesta, istituita da Benedetto
XVI e presieduta dal cardinale Camillo Ruini, sulle apparizioni della
Madonna iniziate nel 1981.

I risultati dello studio di questa Commissione, che ha interrogato i
protagonisti e molti testimoni, sono adesso nelle mani della Congregazione
per la dottrina della fede.

Ci sarà un pronunciamento? Forse. Ma cosa c’è da aspettarsi?



IL CRITERIO DI GESU’



Dovrebbero essere del tutto improbabili sia una bocciatura che condanni il
fenomeno Medjugorje come una truffa da cui guardarsi; sia un riconoscimento
ufficiale della soprannaturalità delle apparizioni, che non può essere fatto
finché il caso è in svolgimento.

La prima ipotesi è da escludere per una miriade di motivi che sono
sintetizzati nel criterio di giudizio fornito da Gesù stesso nel Vangelo:
“non c’è albero buono che dia frutti cattivi, né albero cattivo che dia
frutti buoni. Ogni albero si riconosce dai suoi frutti” (Lc 6, 43-44).

I frutti di Medjugorje sono straordinari.

Questo fenomeno – come ebbe a dire Vittorio Messori – rappresenta “il
maggior movimento di masse cattoliche del postconcilio”. E soprattutto il
maggior movimento di conversione di massa, perché da più di trent’anni lì si
verificano miriadi di conversioni: tanti tornano alla fede, ai sacramenti,
alla preghiera e alla penitenza, in un mondo che invece ha imboccato
velocemente la china opposta, quella dell’anticristianesimo accanito.

A Medjugorje si torna alla fede della Chiesa, perfettamente ortodossa,
fedele al Papa e ai vescovi. Un fatto molto significativo se si considera
che sono dilagate, nel postconcilio, dottrine eretiche, disobbedienza e resa
alle ideologie, non solo fra i fedeli, ma anche fra teologi ed ecclesiastici
(provocando apostasia, abbandoni di massa del sacerdozio, scismi chiassosi e
silenziosi).

Il miracolo delle tantissime conversioni è stato accompagnato anche – come
nei Vangeli e in tutte le grandi apparizioni – da segni straordinari, come
le tante guarigioni inspiegabili dal punto di vista della medicina, le quali
forniscono l’evidenza della presenza della Madonna.

Anche di recente un italiano di 37 anni, Cristian, sposato e con due figli,
ammalato di Sla dal 2008, arrivato da Cosenza a Medjugorje il 22 settembre
in pellegrinaggio, immobilizzato su una sedia a rotelle, alla collina delle
apparizioni ha ricominciato a camminare e ora sta tornano alla vita normale.
Sono in corso tutte le verifiche scientifiche e i medici sono sbalorditi
perché è noto che dalla Sla non è umanamente possibile guarire.

Un altro segno nel segno, della bontà di Medjugorje, è rappresentato dalla
quantità di vocazioni che proprio da lì sono fiorite. Anche in questo caso
in controtendenza rispetto a quanto accade dovunque.

Il movimento di evangelizzazione che è nato dalle apparizioni di Medjugorje
peraltro si diffonde con tantissimi gruppi di preghiera in tutto il globo e
anche con nuovi sistemi missionari che hanno una forte incidenza fra la
gente: basti pensare al fenomeno rappresentato in Italia da “Radio Maria”,
che è forse il mezzo di evangelizzazione (e di formazione cristiana) più
efficace e capillare nel nostro Paese (e “Radio Maria” è ormai arrivata in
altri settanta Paesi del mondo).



IL GIUDIZIO DI WOJTYLA



Non a caso Giovanni Paolo II, che era personalmente un convinto sostenitore
di queste apparizioni, arrivò a dire: “Medjugorje è il centro spirituale del
mondo”.

Il 24 novembre 1993, ricevendo i vescovi dell’Oceano Indiano e poi
conversando con loro a cena, il Pontefice – a proposito dei messaggi della
Madonna a Medjugorje – disse: “Questi messaggi sono la chiave per
comprendere ciò che avviene e ciò che avverrà nel mondo”.

Naturalmente papa Wojtyla non volle forzare le tappe. Anche perché la Chiesa
non può riconoscere l’autenticità di un fatto soprannaturale mentre è ancora
in corso.

Le apparizioni infatti continuano ancora e questo è il principale motivo per
cui non c’è assolutamente da attendersi che la Chiesa riconosca oggi
ufficialmente Medjugorje.

Oltretutto per la dottrina della Chiesa anche apparizioni riconosciute come
Lourdes o Fatima sono proposte ai credenti come aiuto alla fede, ma non sono
vincolanti. Non è obbligatorio per un cattolico credervi.

La rivelazione cristiana infatti si è conclusa con la morte dell’ultimo
apostolo e tutti gli avvenimenti soprannaturali che, nel corso dei secoli,
hanno “mostrato” la permanente presenza di Gesù Cristo vivo e operante fra i
suoi, nella Chiesa, aiutano la fede, fanno “toccare con mano”, ma non
aggiungono nulla alla rivelazione.



IL PRECEDENTE



Dunque cosa c’è da attendersi dall’eventuale pronunciamento della
Congregazione per la dottrina della fede? Probabilmente una posizione
attendista, simile a quella che assunsero, con la dichiarazione di Zara del
10 aprile 1991, i vescovi della ex Jugoslavia.

Questa fu la formula che usarono: “Sulla base delle indagini finora
condotte, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di
rivelazioni soprannaturali”.

Diversamente da ciò che potrebbe sembrare, questa formula (“finora non è
possibile affermare che si tratti di apparizioni”) non era affatto una
bocciatura: lo sarebbe stata se invece i vescovi avessero dichiarato:
“affermiamo che non si tratta di apparizioni soprannaturali”. Se avessero
cioè usato la formula “consta della non soprannaturalità delle apparizioni
di Medjugorje” (quella che era sostenuta dal vescovo di Mostar).

Invece la formula usata nel 1991 è una posizione di attesa, che – come disse
il cardinal Bertone, segretario di Stato di Benedetto XVI – “lascia la porta
aperta a future indagini. La verifica deve perciò andare avanti”.

In effetti i fedeli non furono diffidati dal recarsi a Medjugorje e dal
seguire i messaggi della Madonna e c’è da star sicuri che se questi
contenessero qualcosa di pericoloso per la fede, la Chiesa sarebbe subito
intervenuta con un fermo divieto. Il silenzio della Chiesa è insomma un
tacito consenso alla devozione.



TEMPI ECCEZIONALI



Quello che c’è da aspettarsi – e che in parte è già accaduto con un recente
documento della Congregazione per la dottrina della fede – è semmai una
regolazione di questa devozione popolare.

Non sono ammesse quelle manifestazioni – come le apparizioni ai veggenti di
Medjugorje in chiese o cattedrali – che sottintendono una già avvenuta
approvazione ufficiale da parte della Chiesa.

Ma questo è un comprensibile e salutare principio di ordine il cui effetto
probabilmente sarà quello di convogliare più pellegrini a Medjugorje come
centro di preghiera e santuario mariano.

In fin dei conti, trattandosi di una parrocchia della Chiesa cattolica,
tutto resta sempre ben sicuro sotto il manto e lo sguardo materno della
Chiesa.

Dunque, alla fine, siamo davanti al fatto nudo e crudo: le apparizioni della
Madonna che proseguono tuttora, da più di trent’anni, e chiamano alla
conversione per salvare il mondo e l’umanità da una rovina temporale e dalla
rovina eterna.

La durata delle apparizioni non è straordinaria in sé perché a Laus la
Madonna apparve alla pastorella Benedetta Rencurel dal 1664 al 1718, quindi
per 54 anni (tali apparizioni sono state riconosciute dall’autorità
ecclesiastica nel 2008 e questo la dice lunga sui tempi della Chiesa).

Ma nel caso di Medjugorje sono apparizioni pubbliche, con messaggi pubblici
rivolti ai cristiani e all’intera umanità. Non essendo mai accaduto un fatto
smile in duemila anni di storia della Chiesa, c’è da ritenere che se ciò si
verifica oggi è perché i tempi richiedono un intervento straordinario del
Cielo.

D’altronde a Medjugorje la Madonna ha dichiarato di essere venuta per
compiere ciò che aveva iniziato a Fatima, con la sua grande profezia sulla
tragedia del XX secolo.

Lo scrittore Paul Claudel già definì Fatima “il più importante evento
religioso del secolo”. Se si lega a Medjugorje siamo davanti a un mistero
straordinario che riguarda il nostro tempo.



Antonio Socci



Da “Libero”, 19 gennaio 2014

Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”

martedì 26 novembre 2013

TESTIMONIANZA

TUTTO CIÒ CHE HA FATTO LO HA FATTO PER AMORE DEGLI UOMINI
 
 
2.jpgDopo la mia Ordinazione a Diacono, mi sentivo un po' disorientato, avevo dubbi sulla mia vocazione e mi concessi un anno di riflessione. Durante questo periodo avvenne il mio profondo incontro personale con Padre Slavko. Lo incontrai per caso in Chiesa. Venne verso di me e mi chiese: "Cosa c'è, come stai?". Mi fece un sorriso e mi invitò al  suo seminario sul digiuno. Fui molto sorpreso dalla sua domanda su come stessi, fatta in modo così semplice come se sapesse dei miei problemi, e mi sorprese anche il suo invito. Lo accompagnai e da quel giorno sono sempre rimasto molto legato a lui. E' stato il mio Padre confessore e fu lui a dire l'omelia durante la mia prima Messa. Dopo quel seminario mi fu molto facile scegliere il Sacerdozio. Ricordo bene le sue parole durante la mia prima Messa: esse sono per me di fondamentale importanza ancora oggi: "Tutto ciò che fai nella tua vita non farlo perché gli altri ti amino, ma tutto ciò che fai fallo per amore degli altri!". Questa frase caratterizza anche l'essenza di Padre Slavko: tutto ciò che ha fatto, lo ha fatto per amore degli uomini e non per essere amato dagli uomini.
Potrei parlare per giorni interi di Padre Slavko, poiché negli ultimi anni ho trascorso con lui ogni momento libero. L'ho cercato con gli occhi, per me era la gioia più grande poterlo accompagnare ovunque, sul Križevac, sulla collina delle apparizioni, in Chiesa. Ricordo una volta quando tornammo tardi la sera da un viaggio. Trascorremmo ancora un po' di tempo nell'ufficio della parrocchia con i confratelli e poi mi disse: "Ora vai a dormire. Ti devi riposare". Gli chiesi: "E tu cosa fai?". Rispose: "Io vado a salutare la Madonna". Era mezzanotte e soffiava un forte vento freddo. Tuttavia si recò presso la Croce blu ed io lo accompagnai.
Con questo voglio solo sottolineare il suo grande amore per la Madonna. L'ha amata veramente con il cuore ed ha realizzato tutti i suoi messaggi. Quando la Madonna ha chiesto di adorare il Figlio, egli ha introdotto l'Adorazione. Quando la Madonna ha chiesto di andare sul Križevac, lo ha fatto. Quando la Madonna ha chiesto di digiunare, egli ha avviato i seminari sul digiuno. Quando la Madonna ha detto: "Andate nella natura a scoprire Dio, il Creatore", egli ha fatto di tutto per la natura. Spesso sul Križevac è stato visto mentre raccoglieva rifiuti, cosa che ha affascinato tanti pellegrini, i quali si sono spesso uniti a lui.
Fra Marinko Šakota
(Dalla rivista: "Medjugorje, un invito alla preghiera", nr. 47, III trimestre 2001, pag. 43).
 

sabato 23 novembre 2013

GRUPPI DI PREGHIERA NEL MOVIMENTO SPIRITUALE MARIANO SECONDO MEDJUGORJE

fra Slavko Barbaric

I.

E' un fatto inderogabile che nel mondo siano nati numerosi gruppi di preghiera fondati dai pellegrini di Medjugorje. Questo è successo, e succede tutt'ora, per il desiderio espresso della Madonna di formare gruppi di preghiera. E' difficile saperne il numero esatto, di certo se ne contano migliaia (cfr. Rene Laurenten, Eight years, 1989, Milford, Ohio, the Riehle Foundation, pag. 56).
Il primo gruppo di preghiera è stato formato il 4 luglio 1982, un anno dopo l'inizio delle apparizioni della Madonna. Questo gruppo è ancora attivo e bisogna sottolineare che si tratta di un gruppo particolare. Secondo la testimonianza di Ivan il veggente, la Madonna aveva infatti chiesto a coloro che lo desideravano di radunarsi e pregare insieme, aggiungendo che Lei stessa sarebbe stata con loro in modo speciale.
La Vergine aveva anche chiesto di formare dei gruppi di preghiera in tutte le comunità parrocchiali, per aiutarLa con la preghiera a realizzare i piani che il Signore Le ha affidato. All'inizio il gruppo si radunava tre volte alla settimana sul Podbrdo: il lunedi, il mercoledi e il venerdi. Durante la preghiera la Madonna appare dando dei brevi messaggi. Ivan, Marija e Vicka la vedono, però soltanto Ivan può parlare con la Madonna e sentire i Suoi messaggi. Quando Ivan non può essere presente, è sostituito da Marija e quando lei è assente, la sostituisce Vicka. A volte gl'incontri sono riservati soltanto al gruppo formato da una quarantina di persone, a volte sono aperti a tutti. Ultimamente gl'incontri si svolgevano due volte alla settimana, il lunedi e il venerdi e da poco tempo il martedi e il venerdi.
Questi sono molto semplici; preghiera del Rosario, canti, lettura della Sacra Scrittura e del messaggio. Solitamente si svolgono all'aperto, sul Podbrdo o sul monte Krizevac, indipendemente delle condizioni del tempo.
Quest'incontri sono significativi per i progetti che il Signore ha affidato alla sua umile serva Maria, ma anche per la crescita spirituale di ogni singolo membro del gruppo di preghiera.
Alla domanda: "Che cosa significa per te partecipare al gruppo di preghiera?", Ivan il veggente ha risposto: "Partecipare al gruppo di preghiera in questi tempi, è molto importante per me... Imparo a pregare nel gruppo e non posso immaginare la mia crescita spirituale senza di esso".

II.

Un secondo gruppo di preghiera è stato fondato da Jelena Vasilj nel marzo del 1983. A quel tempo era una ragazzina di dieci anni che faceva l'esperienza di sentire la voce interiore, come d'altra parte sente anche adesso. Secondo la sua testimonianza, la Madonna le parla e le insegna. Questo gruppo si radunava nella canonica dopo la Santa Messa serale ed era sotto la guida di p. Tomislav Vlasic' e, ogni tanto, degli altri sacerdoti. Durante l'incontro, che era organizzato con della semplice preghiera e dei canti, la Madonna dava dei messaggi al gruppo attraverso Jelena stessa, insegnando a pregare. Uno dei due incontri di preghiera era per il vescovo locale. Il terzo incontro serviva per parlare delle esperienze vissute.
Il gruppo è stato attivo fino al 1987. Chi voleva parteciparvi doveva impegnarsi a non prendere nessuna decisione per la propria vita per quattro anni e, quando una parte del gruppo è andata in Italia con p. Tomislav Vlasic, gli altri componenti si sono ritrovati ancora per qualche tempo. Attualmente si sta formando una comunità guidata d p. Tomislav, chiamata "Regina della Pace - completamente Tuoi - tramite Maria a Gesù" che in Italia è accettata come esperimento da un Vescovo. Ci sono i candidati, i postulanti, i novizi, coloro che hanno già fatto i voti ed anche un folto gruppo di collaboratori esterni, di fraternità organizzate e di gruppi di preghiera. All'inizio Jelena ha trasmesso il seguente messaggio:
"La Madonna dice: desidero avere qui un gruppo di preghiera. Io guiderò il gruppo e darò le regole di consacrazione per esso. Con queste regole tutti gli altri nel mondo possono consacrarsi. Contemplate per un mese ma trasmettete le condizioni che io dò.
Prima di tutto bisogna rinunciare a tutto e mettersi completamente nelle mani di Dio. Tutti devono rinunciare ad ogni paura perché se siete abbandonati a Dio non c'é spazio per nessuna paura. Tutte le difficoltà che troverete saranno per la vostra crescita spirituale e per la gloria di Dio. Io invito i giovani perché gli sposati hanno i loro impegni. Tutti quelli che però desiderano partecipare a questo programma possono seguirlo almeno parzialmente. Io guiderò il gruppo."
Oltre agli incontri durante la settimana, la Madonna ha chiesto al gruppo l'adorazione notturna una volta al mese, cosa che il gruppo faceva solitamente la notte del primo sabato del mese, terminando con la Santa Messa mattutina della domenica.

III.

Dopo un breve riassunto dei fatti proviamo a rispondere ad una semplice domanda: Che cos'è il gruppo di preghiera?
Il gruppo di preghiera è comunione di fedeli che si radunano in preghiera una volta o più durante la settimana o durante il mese. E' un gruppo di amici che pregano insieme il Rosario, leggono la Sacra Scrittura, celebrano la Messa, che s'incontrano e si scambiano le proprie esperienze spirituali. E' sempre stato consigliato che il gruppo sia sotto la guida di un sacerdote e se questo non fosse possibile, si consiglia d'organizzare gl'incontri di preghiera nella semplicità.
I veggenti sempre sottolineano che il primo ed il più importante gruppo di preghiera deve essere la famiglia e che soltanto allora si può parlare di una vera educazione spirituale che ha la sua continuazione nel gruppo di preghiera. Il gruppo richiede che ogni suo membro sia attivo e che dia il proprio contributo spirituale. Soltanto così il gruppo può vivere e crescere.

IV.

Le fondamenta bibliche e teologiche del gruppo di preghiera si trovano, tra l'altro, nella parola di Cristo: "E ancora vi assicuro che se due di voi, in terra, si troveranno d'accordo su quel che devono fare e chiederanno aiuto nella preghiera, il Padre mio che è in cielo glielo concederà. Perché se due o tre si riuniscono per invocare il Mio nome, io sono in mezzo a loro" (Matteo, 18, 19-20).
In effetti il primo gruppo di preghiera è nato durante la prima novena dopo l'Ascensione di Cristo, quando la Madonna ha pregato con i discepoli attendendo, sempre in preghiera, che il Signore Risorto adempisse la Sua promessa e mandasse lo Spirito Santo, come è successo il giorno di Pentecoste (Atti 2, 1-5). Anche la prima Chiesa si comportava similarmente, come ci dice San Luca negli Atti degli Apostoli: "Essi ascoltavano con assiduità l'insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla cena del Signore e pregavano insieme" (2, 42) e "Tutti i credenti vivevano insieme e mettevano in comune tutto quello che possedevano. Vendevano le loro proprietà e i loro beni e distribuivano i soldi fra tutti, secondo le necessità di ciascuno. Ogni giorno, tutti insieme, frequantavano il tempio. Spezzavano il pane nelle loro case e mangiavano con gioia e semplicità di cuore. Lodavano Dio, ed erano ben visti da tutta la gente. Di giorno in giorno il Signore faceva crescere il numero di quelli che giungevano alla salvezza" (2, 44-47).

V.

Esiste sicuramente anche un motivo sociologico per spiegare l'esistenza dei gruppi di preghiera. Ogni individuo deve curare la propria crescita spirituale e la comunione è insostituibile per questa crescita, a causa della struttura psicofisica della persona umana. E' importante soprattutto oggi perché l'individuo si perde facilmente nel ritmo dei nostri giorni. Il gruppo aiuta la crescita spirituale, la coregge e la sprona. L'esperienza di uno arricchisce ed illumina l'esperienza dell'altro. Chi rimane da solo si trova nel pericolo di crescere senza nessun controllo. Tutte le difficoltà si superano più facilmente nel gruppo e si trasformano in ricche esperienze spirituali. Il gruppo aiuta a curare ed indirizzare i carismi.

VI.

I gruppi di preghiera mariani si possono riconoscere facilmente, grazie al loro comportamento nei confronti della comunità parrocchiale. E' chiaro che il gruppo di preghiera non è il supervisore liturgico-pastorale delle attività parrocchiali. E' una grande tentazione per i gruppi che trovano difficoltà nell'entrare in comunicazione con chi lavora nella parrocchia e con i sacerdoti, caso non raro. C'é infatti una resistenza da parte di molti preti che non acccettano i gruppi di preghiera in genere e, soprattutto, quelli nati come frutto di Medjugorje. Se non si sta ben attenti, nei gruppi si sviluppa uno spirito negativo e pieno di critica verso tutto ciò che il parroco fa e, di conseguenza, si provoca un distacco e un essere ai margini dove esiste il pericolo di essere persino esclusi dalla comunità parrocchiale. Qui non voglio entrare nella problematica del rapporto tra la comunità parrocchiale ed il gruppo di preghiera, ma certamente desidero sottolineare che il gruppo di preghiera di spiritualità mariana, assolutamente non deve lasciarsi provocare da nulla e non deve lasciarsi spingere ai margini, con il rischio di perdere la sua identità o di avvicinarsi alle sette, diventando alla fine dannoso sia alla comunità parrocchiale sia al gruppo stesso.
Il secondo pericolo che s'incontra spesso nei gruppi di preghiera mariani, è che in essi regna un'atmosfera apocalittica e catastrofica. Si verifica che chi partecipa sappia tutto sugli avvenimenti futuri, sulle catastrofi, sui cataclismi e di conseguenza diffonda lo spirito di paura e d'angoscia. Questa loro "conoscenza" viene sempre alimentata da una ricerca affannosa di quelle persone che trasmettono messaggi di questo genere. Succede facilmente, che questi stessi gruppi sappiano molto di più di quello che Gesù ci ha detto nel Vangelo a proposito degli avvenimenti futuri. L'esistenza di "segreti" che vengono trasformati con la fantasia, spesso malata, in notizie sicure sul futuro, contribuisce ad alimentare questo spirito apocalittico e catastrofico.
Né il primo né il secondo caso che abbiamo descritto, qualora il gruppo si lasciasse coinvolgere, si addice allo spirito mariano. Maria è Madre e una madre non diffonde mai la paura e l'angoscia tra i figli; al contrario Lei educa per la pace e per la fiducia.
Il gruppo di preghiera deve essere il cuore e l'anima di ogni comunità parrocchiale, oltre che a essere legato al parroco ed alle persone che collaborano in parrocchia. I gruppi mariani sono i "nuclei materni" di ogni comunità parrocchiale i quali, vivendo una vita di preghiera, sviluppano l'attività materna nella parrocchia. Da questi "nuclei materni" nascono nuovi fedeli convinti, le famiglie si rinnovano e proteggono i figli, la gioventù si educa, le vocazioni spirituali sono coltivate, le attività sia liturgico-pastorale sia di assistenza agli anziani, inabili, emarginati, carcerati si sviluppano in ogni senso. Tutto si può esprimere con le parole che il Papa Giovanni Paolo II ha scritto nell'Enciclica "Vangelo della vita"; ogni vita deve essere "rispettata, difesa, amata e ogni vita deve essere servita" (cfr. Vangelo della vita, 1995, n. 5). I gruppi mariani, in quanto nuclei materni nella parrocchia, operano secondo i criteri che Gesù ha espresso e che San Matteo ha scritto nel brano 25, 31-46 dove è chiara una cosa sola, cioé che tutte le preghiere, i digiuni, le messe e le confessioni devono servire a sviluppare l'amore verso ogni uomo e a sviluppare il coraggio di servire tutti. Lo spirito ed il cuore materno conoscono le neccessità dei propri figli e reagiscono senza stancarsi e senza sosta a queste necessità, che sono al di là di ogni legge e di ogni disposizione. Questi gruppi, senza dubbio, porteranno alla Chiesa d'oggi un vero rinnovamento della vita cristiana e ne mostreranno il vero volto che rischia di essere trasfigurato.

VII.

Se facciamo un riassunto di ciò che sappiamo che la Madonna ha chiesto ai gruppi di preghiera, si può dire che la prima cosa è il decidersi radicalmente per la preghiera quotidiana, il partecipare alla Santa Messa, il confessarsi ogni mese, il diventare un vero testimone e l'essere attivi nella parrocchia. Prima di un Natale la Vergine ha chiesto al gruppo di fare un'opera di bene. Allora i giovani hanno aiutato i vecchi, sono andati a trovare gli ammalati e gl'infermi, hanno aiutato a riparare le case delle famiglie povere, hanno preparato la legna per l'inverno e così via.
A livello spirituale, oltre agli incontri di preghiera durante la settimana, la Madonna ha chiesto di organizzare gli esercizi spirituali di uno o più giorni, di andare nella natura per svolgere dei temi di spiritualità.
Ecco le regole per i gruppi di preghiera di Medjugorje che possono essere tratte dai messaggi:
  1. rinunciare a tutto e abbandonarsi completamente a Dio, credendo che tutto ciò che accade si trasformi in bene;
  2. invitare i giovani a partecipare ai gruppi di preghiera;
  3. rinnunciare ad ogni paura ed angoscia perché essendo abbandonati a Dio, non c'é più posto per nessuna paura;
  4. amare i nemici e cacciar fuori del cuore ogni odio, amarezza e condanna;
  5. digiunare due volte allla settimana;
  6. partecipare al gruppo almeno una volta alla settimana;
  7. decidersi di pregare tre ore al giorno, le preghiere del mattino e della sera comprese, partecipare alla Santa Messa, ricevere la comunione, fare adorazione e mantenere lo spirito di preghiera durante i lavori quotidiani;
  8. pregare per i vescovi e per tutti coloro che hanno delle responsabilità nella Chiesa;
  9. decidersi di rimanere nel gruppo di preghiera per quattro anni, usufruendo di questo tempo per la maturazione personale e non prendere nessuna nuova e basilare decisione per la propria vita;
  10. ogni gruppo deve avere un sacredote.
Tramite Jelena, il 25 aprile 1983 la Madonna ha dato il seguente messaggio:
"Dì ai miei figli e figlie che il mio cuore arde per loro. Io chiedo soltanto conversione, soltanto conversione".

VIII.

Nella relazione sul proprio gruppo di preghiera a Lima, Perù, Cecilia Batlle de Zavala scrive
  • che ogni martedi si radunano per la preghiera del Rosario, per la lettura dei messaggi, per l'insegnamento e per le testimonianze e che una volta al mese viene la guida spirituale, Rev. Angelo Costa, per indirizzare spiritualmente il gruppo;
  • che hanno un gruppo di donne, il cui numero aumenta continuamente, che si sono dedicate all'assistenza dei carcerati: pregano con loro, portano loro dei libri, parlano con le loro famiglie e le aiutano;
  • che un gruppo va negli ospedali a trovare gli ammalati più abbandonati per aiutarli spiritualmente e materialmente;
  • che un gruppo va nelle case di riposo con lo stesso scopo - per aiutare spiritualmente e materialmente;
  • che organizzano gli esercizi spirituali per le famiglie e per i giovani;
  • che durante il conflitto tra Perù ed Ecuador hanno organizzato l'"Azione del Rosario per i militari". Dopo averne informato tutti i centri militari, hanno ricevuto tante lettere molto commoventi da ufficiali e da militari. (Relazione estesa al VI incontro dei Centri Mariani - Kraljica Mira a Quito, Ecuador, nel ottobre 1995)

IX.

Per finire, desidero concludere con il messaggio che la Madonna ci ha dato:
Messaggio del 25 novembre 1994
"Cari figli!
Oggi v'invito alla preghiera. Io sono con voi e vi amo tutti. Io sono vostra madre e desidero che i vostri cuori siano simili al mio cuore. Figlioli, senza preghiera non potete vivere ne dire che siete miei. La preghiera è gioia. La preghiera è ciò che il cuore umano desidera. Perciò, avvicinatevi, figlioli, al mio Cuore Immacolato e scoprirete Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!"

http://www.medjugorje.hr/it/fenomeno-di-medjugorje/guida/gruppi-di-preghiera/

TESTIMONIANZA: DALLA DISCOTECA AL CONVENTO

 
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P. SLAVKO parla del suo viaggio in SARDEGNA e SICILIA - Vescovi aperti - Incontro con Antonio Piras - Eco di Medjugorje nr. 70


“Una lunga interminabile vegli a di preghiera, ispirata al messaggio di Medjugorje nel gran Santuario di Bonaria a Cagliari, con 5-6000 persone presenti”-così il giornale locale Unione Sarda- “ha caratterizzato l’arrivo di P. Slavko in Sardegna. Le sue giornate sono state piene di incontri nelle chiese strapiene a Cagliari, Sassari, Nuoro, in una comunità terapeutica, con un folto gruppo di giornalisti e parlando due volte alla televisione.” A Tempio Pausania ha concelebrato con il vescovo Pietro Meloni. che ha assistito a tutte le funzioni dalle 9,30 alle 12, compresa la relazione sui fatti di Medjugorje il Vescovo ha tenuto poi una stupenda omelia sulla Pace alla quale Maria chiama.
“Ho incontrato 4 Vescovi - ci ha detto P. Slavko -: sono molto aperti . La gente ha molto corrisposto. Il mio incontro Antonio Piras. E’ evidente che ogni tanto la Madonna opera qualche fatto che scuote. Ho parlato col medico che, dopo aver descritto tutto quello che lui aveva, affermava: 'Non voglio parlare in maniera definitiva. Posso dire che non si può spiegare quel che è successo. Prendeva 12 medicine al giorno, era paralizzato, non parlava, non camminava. Adesso parla, cammina, mangia da solo'.
Il parroco poi mi ha descritto quello che ha fatto. Vedo che essi hanno capito bene. Insistono sull’invito di Maria alla preghiera, non tanto sulla guarigione: vanno oltre. Quando tu hai trovato un’acqua, non dici solo che hai trovato l’acqua ma cominci a bere. Non parlano solo del miracolo ma rispondono sul serio al segno: questo è molto importante. (Non c’è da meravigliarsi che, in questo clima di preghiera,possa essere avvenuta un’altra guarigione che ha del prodigioso, nello stesso paese, tramite lo stesso parroco don Vincenzo Pirarba, a favore di una sessantenne, come riferiscono i giornali del 21 febbraio. La preghiera insistente e incessante non può trasportare anche le montagne? -n.d.r.-) — Sono andato anche in Sicilia. Grande folla presso i benedettini, dove si è tenuto l’incontro molto seguito, con l’Eucaristia. Così pure in un’altra chiesa la seconda sera. Ho parlato a radio Sole dei Paolini per mezz’ora. Vogliono che pure a loro siano telefonato il messaggio del 25 col commento. Spero che questa breve visita aiutera sia quelli che sono stati a Medjugorje sia gli altri a vivere quello che la Madonna vuole e a lavorare per la pace. Ma questa gente ha bisogno di essere seguita ed aiutata.”
 

Padre Slavko Barbaric

Cari amici,
il 24 novembre ricorre l'anniversario della nascita al cielo di padre Slavko Barbaric, così come la Madonna stessa ha detto nel messaggio del 25 novembre 2000:  
 
<<Cari figli, oggi che il Cielo vi è vicino in modo particolare, vi invito alla
preghiera perchè attraverso la preghiera mettiate Dio al primo posto. Figlioli, oggi vi sono vicina e
benedico ognuno di voi con la mia benedizione materna perchè possiate avere la forza e l’amore per
tutte le persone che incontrate nella vostra vita terrena e perchè possiate dare l’amore di Dio.
Gioisco con voi e desidero dirvi che il vostro fratello Slavko è nato al Cielo e intercede per voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.>>
 
Fra Slavko è stato un grande testimone di Medjugorje in tutto il mondo.
Fin dal 1982 egli credette alle apparizioni e si mise alla scuola della Regina della Pace, diventando per i pellegrini un vero padre spirituale.
La sua morte è stata per tutti noi un grande dolore, anche se la testimonianza della sua vita ci sarà sempre di esempio.
Riproponiamo delle testimonianze  che descrivono la sua attività a Medjugorje e il suo amore per i messaggi della Gospa, per ricordare la sua figura e in ringraziamento per la sua instancabile opera.
Nostro fratello Slavko che sei nato in cielo, intercedi per noi.
 
 
PADRE SLAVKO BARBARIC 
IN MEMORIAM
 
 
http://www.infodamedjugorje.altervista.org/sacerdoti/slavko.jpgP. Slavko Barbaric è venuto a mancare il 24 novembre 2000 alle ore 15.30. Dopo aver completato il rito della Via Crucis, che come ogni venerdì eseguiva insieme ai pellegrini ed ai parrocchiani, ha iniziato ad avvertire dolori. Si è seduto su un masso, si è rapidamente accasciato, ha perso conoscenza ed ha reso l'anima al Signore.  
P. Slavko Barbaric era nato l'11 marzo 1946 da Marko e Luca Stojic a Dragicina (parrocchia di Cerin). Aveva frequentato i primi otto anni di scola a Cerin ed il ginnasio a Dubrovnik. Era entrato nell'ordine francescano a Humac il 14 luglio 1965. Aveva preso i voti il 17 settembre 1971 ed era stato ordinato sacerdote il 19 dicembre 1971. Aveva studiato a Sarajevo, Graz e Friburgo. Aveva portato a termine gli studi a Graz (in Austria) conseguendo il magistero. Dopo cinque anni di attività pastorale nella provincia dell'Erzegovina, nella parrocchia di Capljina, nel 1978 aveva deciso di proseguire gli studi a Friburgo e qui, nel 1982, aveva ottenuto il dottorato in pedagogia religiosa, conseguendo il titolo di psicoterapeuta.  
Aveva lavorato a Capljina come sacerdote francescano dal 1973 al 1978. Dalla primavera del 1982 fino al settembre 1984 aveva lavorato a Mostar come catechista degli studenti, aveva condotto seminari di preghiera presso il convento delle suore a Bijelo Polje presso Mostar. Grazie alla sua opera fruttuosa con i giovani ed ai corsi di preghiera accolti entusiasticamente dagli studenti, il regime comunista dell'epoca inizib a perseguitare P. Slavko. In quei momenti difficili il Cardinale Franjo Kuharic difese P. Slavko Barbaric e la sua opera.  
Grazie alla sua conoscenza delle principali lingue europee ed agli impegni nelle parrocchie in cui aveva operato, P. Slavko lavorò instancabilmente con i pellegrini a Medjugorje, sin dal momento in cui portò a termine gli studi nel 1982. Egli fu trasferito ufficialmente a Medjugorje nel 1983. Su richiesta del vescovo Zanic, nel 1985 fu assegnato alla parrocchia di Blagaj, nel 1988 a Humac, dove ricopri l'incarico di cappellano ed aiuto insegnante dei novizi.  
All'inizio della guerra in Bosnia Erzegovina, quando tutti i frati più anziani andarono a Tucepi come esuli, P. Slavko rimase a Medjugorje, con l'approvazione verbale di P. Drago Tolj, provinciale dell'epoca.  
Sin dall'inizio della sua attività a Medjugorje, egli si era dedicato alla scrittura di libri di contenuto spirituale: Pregate col cuore, Dammi il tuo cuore ferito, Celebrate la Messa con il cuore, Alla scuola dell'amore, Adorate mio Figlio con il cuore, Con Gesù e Maria sul Golgota verso la Resurrezione, Pregate insieme con cuore gioioso, Madre, guidaci alla pace, Seguimi col cuore, Colloqui e Digiunate con il cuore, che sta per essere pubblicato proprio in questi giorni. I libri di P. Slavko Barbaric sono stati tradotti in venti lingue, con oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Oltre ai libri, egli ha pubblicato articoli di argomento vario. Aveva creato il Bollettino di San Francesco a Capljina, aveva collaborato con KrÅ¡ni zavicaj, Glas mira e con la stazione radio Mir Medjugorje. Oltre a scrivere, egli dialogava incessantemente con i pellegrini, guidava le celebrazioni eucaristiche, le preghiere sotto la croce, il Rosario a Podbrdo e la Via Crucis sul Krizevac, dove si e conclusa la sua vita terrena. Ogni anno organizzava incontri speciali con i sacerdoti ed i giovani e, presso la casa di preghiera della provincia Domus pacis, teneva seminari di digiuno e preghiera. In seguito alle enormi sofferenze del periodo della guerra, aveva fondato e guidava l'associazione di istruzione e formazione Majcino selo, presso la quale vivono attualmente piu di 60 persone (orfani di guerra, bambini di famiglie separate, ragazze-madri, persone anziane sole e bambini malati). Se qualcuno sapeva amare i bambini, questi era proprio P. Slavko ed anche i bambini lo amavano: gli stavano sempre intorno e lui sapeva sempre come fare per raccoglierli intorno a sé, proprio come Gesù! La sua formazione ed istruzione da psicoterapeuta gli aveva permesso di lavorare insieme ai tossicodipendenti presso la comunità Cenacolo, fondata da suor Elvira, soprattutto presso la casa di Medjugorje Campo della Vita. Si era impegnato per utilizzare l'aiuto dei benefattori di tutto il mondo per istituire anche due fondi: il Fondo dei figli dei difensori della patria morti nella guerra ed il Fondo amici dei talenti, per aiutare i giovani studenti.  
difficile evidenziare qualcosa in particolare nella vita di questo uomo grande ed unico, ma se dovessimo farlo sarebbe sicuramente il periodo della sua vita trascorso a Medjugorje. P. Slavko Barbaric aveva girato tutto il mondo diffondendo il messaggio di pace e riconciliazione della Madonna. Egli era l'anima ed il cuore del movimento di pace nato a Medjugorje diciannove anni e mezzo fa. Aveva delle caratteristiche uniche: la conoscenza delle lingue, la facilità di comunicazione con le persone, la sua cultura, la semplicità, la cura e l'interessamento per i bisognosi, l'inesauribile energia che era impossibile credere che un solo uomo potesse avere, la diligenza ma, al di sopra di tutto, la devozione, l'umiltà e l'amore. Pregava e digiunava molto ed amava la Vergine con amore filiale. Era proprio questo il fulcro della sua vita: con la preghiera ed il digiuno l'anima degli uomini giunge a Dio, per mezzo di Maria, Regina della Pace. 
Vivere accanto a lui era talvolta irreale: egli cioè era qui, in questo mondo, ma al tempo stesso anche al di fuori di esso. Vicino a lui le parole di Gesù, le parole di un grande sacerdote, si trasformavano in realtà: ...Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, così anch'io li ho mandati nel mondo. E per loro consacro me stesso, affinché siano anch'essi consacrati nella verità... (Gv 17, 16-19).  
Egli è stato sepolto presso il cimitero Kovacica di Medjugorje, domenica 26 novembre, dopo la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di San Giacomo alle ore 14.00. 
 

mercoledì 20 novembre 2013

I NODI

I peccati formano in noi come dei nodi,
. da più nodi può venire un groviglio,
che è sempre più doloroso e sempre più difficile da sciogliere.
Ma alla misericordia di Dio - lo sappiamo - nulla è impossibile!
Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia.
E Maria, che con il suo “sì” ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio
perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre.
Ognuno di noi ne ha alcuni, e possiamo chiederci dentro al nostro cuore:
quali nodi ci sono nella mia vita? “Padre, i miei non si possono sciogliere!”.
Ma, questo è uno sbaglio! Tutti i nodi del cuore, tutti i nodi della coscienza possono essere sciolti. Chiedo a Maria che mi aiuti ad avere fiducia nella misericordia di Dio,
per scioglierli, per cambiare?
Lei, donna di fede, di sicuro ci dirà:
“Vai avanti, vai dal Signore: Lui ti capisce”.
E lei ci porta per mano, Madre, Madre, all’abbraccio del Padre,
del Padre della misericordia.
guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=NrWTnot3L1A (Anteprima)

domenica 17 novembre 2013

TESTIMONIANZA: da rapinatore a missionario

http://www.goleminformazione.it/articoli/santo-strano-casa-familgia-associazione-giovanni-xxiii.html
Condannato a 20 anni per rapina, la conoscenza in carcere con una volontaria ha portato Santo Strano, 47 anni, a una nuova vita. Assistente nelle case famiglia, ora è missionario a Bucarest.
La storia di Santo Strano, un uomo di quarantasette anni, catanese doc, sembra incredibile: era un rapinatore incallito, tanto che per i suoi numerosi reati ha scontato vent’anni di carcere.

Santo si trovava nella prigione di San Gimignano (Siena), quando conobbe una volontaria che visitava i detenuti, Anna Pulitini, dell’associazione Papa santo nei campi 2Giovanni XXIII, che lo colpì molto. Iniziò tra i due un rapporto fraterno e un giorno Santo notò che la volontaria era piena di lividi e domandò cosa le fosse successo. Anna rispose che era stata picchiata da un ragazzo che ospitava, nelle case dei volontari della Papa Giovanni XXIII, i missionari accolgono persone in difficoltà. Santo ne fu molto scosso, non immaginava che qualcuno potesse incarnare così seriamente il messaggio del vangelo e ospitare persone problematiche a casa propria. L’uomo fu trasferito in Sicilia, gli rimanevano diversi anni di galera ancora, ma qualcosa in lui era cambiato.

Rimase in contatto con la volontaria e quando nel 2006 uscì dal penitenziario, chiese ai responsabili  della Papa Giovanni XXIII in Sicilia un lavoro onesto, per dare un taglio netto con il passato.  Dopo un periodo di prova, Santo fu assunto in una cooperativa catanese della Papa Giovanni XXIII, dopo pochi giorni gli arrivò un nuovo provvedimento del Tribunale, doveva prestare servizio obbligatorio, per ventidue giorni, in un’attività di volontariato. Egli decise di dedicarsi a dei ragazzi disabili mentali che trascorrevano il loro tempo pomeridiano al centro di aggregazione della Papa Giovanni XXIII.  Questa nuova esperienza cambiò ancora Santo che decise, dopo il periodo forzato, di trascorrere in suoi pomeriggi, questa volta da volontario, con i ragazzi disabili. 

Santo maturò in sé una nuova scelta, voleva dedicarsi ai più deboli, agli emarginati e chiese di diventare membro dell’associazione Papa Giovanni XXIII
. Dopo un anno di verifica vocazionale, nel 2008, diventò a tutti gli effetti un volontario a tempo pieno, la mattina continuava a lavorare nella cooperativa come contadino e il pomeriggio, dal lunedì al venerdì, animava il centro di aggregazione. Inoltre venne nominato tutore per  i ragazzi che venivano dal carcere nella comunità Papa Giovanni XXIII, per garantire i loro progressi. Dopo qualche anno il lavoro in cooperativa era sempre meno e il centro di aggregazione doveva essere chiuso. Nonostante egli stesse perdendo il lavoro e il suo impegno di volontario, era sereno,  dimorava in lui la convinzione che il Signore gli avrebbe trovato una nuova strada.  “ Era il 26 agosto del 2012, - spiega Santo Strano- quando venne a Catania il responsabile nazionale delle Papa Giovanni XIII, cercava un volontario di sesso maschile da inviare in missione  in una casa famiglia a Bucarest in Romania. Ho avvertito che dovevo essere io quel volontario e mi sono offerto di partire, dopo tre giorni, senza sapere nulla di dove andavo e non conoscendo una parola di romeno, ero in terra straniera” Egli è ancora oggi in Romania, ed è il capo famiglia di un nucleo speciale, composto di santo soloaltri cinque uomini, chi pensionato, chi bisognoso di un tetto. Ogni giorno Santo si occupa di questa famiglia particolare e siccome in questo momento gli accolti sono molto collaborativi, si può dedicare a tre famiglie disagiate e ad altre sette persone che una volta erano nella casa protetta con lui. Porta a questi altri nuclei familiari la spesa,  quando occorre paga loro le bollette e sbriga faccende burocratiche. Santo svolge anche servizio in strada, assieme ai frati missionari della carità (ramo maschile dell’ordine religioso creato da Madre Teresa) va ad incontrare i tanti poveri di Bucarest. Scende anche nei cunicoli sotterranei di Bucarest, dove vivono centinaia di persone, per offrire qualcosa da mangiare e dare l’opportunità di una vita diversa.  Chi, dei senza dimora, accetta quest’aiuto, dopo una verifica sulle reali motivazioni, è accolto o dai frati della carità o da una casa famiglia della Papa Giovanni XXIII. Santo proprio non riesce a stare inoperoso e una volta a settimana aiuta i bambini a fare i compiti. Ha tanti progetti per assistere altre persone, vuole aprire una nuova casa famiglia per sostenere le ragazze madri.  Santo è la prova di ciò che diceva Appio Claudio: ognuno è artefice del proprio destino. E noi, cosa stiamo aspettando per aiutare chi è in difficoltà?

Riccardo Rossi
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mercoledì 30 ottobre 2013

CATECHESI DI MARIJA PAVLOVIC

Medjugorje 28/09/13


Bene… Ben arrivati tutti. Cominciamo con il nostro incontro.
Preghiamo all’inizio.
Ci calmiamo tutti. Mettiamoci seduti.
Grazie a Dio abbiamo una bella giornata di sole. Sembra che siamo in spiaggia, ma siamo sulla spiaggia del Signore sotto la protezione della Madonna.
Cominciamo il nostro incontro con la preghiera.
Per favore non fotografate, perché ci sono già troppe fotografie in giro.
Penso che questo sia il momento della testimonianza.  
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Padre Nostro… Ave Maria… Gloria al Padre… Salve Regina…
Maria, Regina della Pace. Prega per noi.
 
Ben arrivati tutti.
Io parlo in italiano. Poi dall’italiano facciamo la traduzione ufficiale e dal croato traduciamo nelle altre lingue.
Con la mia testimonianza vorrei invitare tutti voi ad essere in modo speciale sempre vicini alla Madonna.
Vorrei farvi innamorare della Madonna.
Noi già dai primi giorni abbiamo cominciato a mettere in pratica quello che Lei ci chiedeva. Ci siamo innamorati di Lei e abbiamo cominciato a seguire i Suoi messaggi. E pian piano quello che la Madonna diceva per noi era gioia.
Abbiamo iniziato a vivere con gioia quello che Lei voleva da noi. All’inizio con più difficoltà, più fatica, perché non eravamo tanto abituati a pregare. Ma poi pian piano, quando ci siamo innamorati della Madonna, abbiamo incominciato a seguire le Sue indicazioni.
Lei ha cercato di farci innamorare come Lei era innamorata di Gesù. E abbiamo cominciato a pregare. Abbiamo iniziato a contemplare la Sua bellezza. Con la Madonna abbiamo cominciato ad avvicinarci sempre più a Suo Figlio Gesù. 
La Madonna ci ha permesso di innamorarci.
 
Le abbiamo detto che noi non siamo degni, ma Lei ha risposto che Dio Le ha permesso di essere in mezzo a noi. Lei ha detto che è un dono che ha potuto sceglierci e ci ha chiamati ad essere Suoi strumenti.
Abbiamo incominciato a sentirci importanti ai Suoi occhi. Abbiamo iniziato a sentire la gioia di Dio. Quel Dio che non era più su una nuvola o lontano, era in mezzo a noi con Sua Madre.
Abbiamo cominciato a pregare con il cuore, come Lei ci ha chiesto. E come pregare col cuore? E’ stata una cosa che la Madonna ha spiegato con tanto amore. Ci ha detto di essere sempre più innamorati di Dio; di essere innamorati della Chiesa; di pregare affinchè il Signore aumenti la nostra fede, perché la fede è un dono. Abbiamo cominciato con questo dono pian piano a vivere sempre più la presenza quotidiana della Madonna. Con tanta paura all’inizio. Paura di non essere degni. In quel momento c’era anche il comunismo qua. Avevamo anche paura di morire. Ma pian piano la Madonna ci fortificava con la Sua presenza di pace.
 
Lei si è presentata con il nome “Regina della Pace”. E oggi la Madonna ci ha detto che dobbiamo essere portatori della pace con la nostra vita, con la nostra preghiera. La Madonna ci chiede che ognuno di noi si decida per la preghiera attraverso la quotidiana conversione personale. Dio ci da in mille modi segni per dirci: “Convertitevi”.
Mettete Dio al primo posto della vostra vita. Senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Per questo ci chiama. Lasciate le cose del mondo e pensate a Dio. Trovate l’equilibrio nella vostra vita tra le cose materiali e quelle spirituali.      
[…]
 
Vogliamo essere sempre di più una parte di Lei. Cosa dobbiamo fare? Lei ci dice: “Pregate il rosario. Perché quando pregate il rosario il vostro cuore si apre e Io posso intercedere presso Mio Figlio, affinchè vi doni la grazia della conversione e tutte quelle grazie di cui avete bisogno”. La Madonna chiede di pregare nei gruppi di preghiera, nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie. Siamo chiamati a procedere su questo cammino di crescita spirituale, a condividere e ad aiutarci l’un l’altro.
 
Ci ha chiamati a prendere un sacerdote come guida spirituale. Possiamo capire ogni giorno di più questa grazia.
La Madonna ci ha detto che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre. Abbiamo esperimentato, pregato, digiunato e abbiamo visto i frutti della preghiera e del digiuno.
La Madonna ci ha detto che c’è il bene, ma c’è anche il male. Una volta ha detto in un messaggio che Satana vuole distruggere non soltanto la nostra vita, ma anche il pianeta su cui viviamo. Per questo la Madonna ci dice: “Pregate e digiunate”. Possiamo digiunare in tanti modi. I bambini dalle caramelle, dal gelato quando è caldo. Dai giochi che hanno. Tante volte hanno dipendenza da questi giochi. Da tante cose a cui siamo attaccati.    
  […]
 
In modo speciale Papa Francesco ci ha chiamati al digiuno e ci siamo uniti a lui e alla Chiesa intera. Abbiamo chiesto la grazia della pace in Siria. Abbiamo ottenuto la grazia attraverso chissà quale fonte e quali politici. Ma Il Signore può ascoltare la nostra preghiera anche per i nostri piccoli miracoli quotidiani.
Tante volte nelle famiglie c’è la guerra. Tante volte non c’è la pace nei nostri cuori se non abbiamo Dio. Aridità, mancanza di desiderio di preghiera. Anche noi cristiani possiamo sentire allontanamento da Dio.
 
La Madonna ci chiama: “Ritornate a Dio. Senza Dio non avete né futuro né vita eterna”. Per questo ci chiama alla conversione. Ci ha detto: “Lasciate il peccato e abbracciate la santità”. E’ difficile lasciare le abitudini quotidiane del peccato.
Vuole che diventiamo le Sue mani allungate. In quel momento diventiamo Suoi strumenti. Cominciamo a sentire la gioia di essere strumenti. Poi vedremo che il deserto che è intorno a noi o dentro di noi inizia a fiorire. In quel momento nel nostro cuore comincia ad essere gratitudine.
La Madonna ci chiama a condire questo compito di strumenti con la nostra bontà, il nostro sorriso, la nostra gioia, il nostro amore.
Ella ci dice di iniziare ogni giorno a fare un cammino serio. Cammino di conversione. Per questo già dai primi mesi la Madonna ha cominciato a dirci di prendere un sacerdote come guida spirituale con cui fare un cammino serio. Per poter essere guidati nei comandamenti di Dio.
 
La Madonna ci ha detto di leggere la vita dei santi: “Imitateli”.
Una sera apparsa una seconda volta in un’apparizione straordinaria. Noi abbiamo cominciato a raccomandare le nostre intenzioni e tutto quello che avevamo nel cuore, i malati e tutti quelli che si erano raccomandati alla nostra preghiera. Ma ella ci ha detto che tutti i presenti si avvicinassero e che la toccassero. Abbiamo detto: “Ma come è possibile? Gli altri non ti vedono, solo noi ti vediamo”. Lei ha risposto: “Prendete le loro mani e avvicinatele a me”. Così abbiamo fatto. Pian piano tutti l’hanno toccata. Tutti hanno avuto esperienza che la Madonna era presente. Qualcuno ha sentito caldo, qualcuno freddo. Qualcuno una scossa elettrica. Ma tutti hanno creduto che la Madonna era là. Mentre le persone presenti toccavano la Madonna abbiamo visto che sul Suo vestito rimanevano le macchie: alcune grandi altre piccole. Ad un certo momento il vestito della Madonna era sporco. Abbiamo cominciato a piangere. Abbiamo detto: “Perché il Tuo vestito è diventato così sporco?” La Madonna ci ha risposto che erano i nostri peccati. Ci ha detto: “Ritornate alla Chiesa. Prendete un sacerdote che vi aiuterà a capire cosa è peccato e cosa non lo è”.
Io mi ricordo il giorno dopo: nessuno di noi voleva più sporcare il vestito della Madonna. Siamo andati alla mattina presto in chiesa e abbiamo detto a padre Jozo, che era parroco, che volevamo confessarci. Padre Jozo ha cominciato a chiamare anche altri sacerdoti. E Medjugorje oggi è diventato il confessionale più grande del mondo.
 
Il pellegrino è chiamato ad andare a fare la pace con Dio.
La Madonna che è Regina della Pace, ci chiama a diventare Suoi strumenti di pace. Ella ci dice di essere le Sue mani tese in questo mondo, nelle nostre case, sul posto di lavoro. Là diventa la nostra missione. In che modo? Con la propria vita. Con la conversione quotidiana. Con la preghiera. Con l’amore. Con tutti gli strumenti che la Madonna ci da attraverso i messaggi. Lei ci istruisce.
Lei ci ha detto: “Mettete la Santa Scrittura in un posto visibile nelle vostre case”, affinchè ogni giorno possiamo leggere e pregare e mettere in pratica quello che impariamo.    
Tutto questo dalla collina delle apparizioni, dove è apparsa il primo giorno, dove eravamo contenti di andare, dove Lei ha scelto il posto, dove non c’è niente se non rovi e cespugli, un posto insignificante finchè Lei non è apparsa. Adesso, grazie alla Sua presenza, è diventato un punto molto importante nella nostra parrocchia.
 
Ma la Madonna non si è fermata sulla collina. Sono arrivati i poliziotti comunisti e ci hanno proibito di salire, perché era terreno dello stato. Padre Jozo era in chiesa e pregava: “Signore io non capisco. Tu sei qui nel Santissimo Sacramento dell’Altare e tutti passano e vanno sulla collina in mezzo ai rovi e alle pietraie”. Ma noi non capivamo: la Madonna, con la Sua presenza e il Suo amore, ci aveva catturato. Così abbiamo cominciato a seguirla. Ma sono arrivate le forze militari e ci hanno proibito di salire. Abbiamo chiesto alla Madonna: “Cosa dobbiamo fare?” Lei ci ha detto: “Andate in chiesa. Là sarete protetti”. E così è stato. Abbiamo cominciato a pregare. Abbiamo chiesto in quale modo andare in chiesa. Mi ricordo che per tre volte abbiamo domandato alla Madonna: “Proprio chiesa, chiesa? Nella costruzione della chiesa?” Perché noi volevamo mettere padre Jozo in difficoltà. Sapevamo che anche lui era scettico. E lui pregava poverino nella chiesa e diceva: “Signore aiutami. Cosa devo fare?” E il Signore gli ha parlato attraverso la Santa Scrittura. L’ha aperta e ha letto: “Sono i miei figli prediletti”. Noi in quel momento siamo entrati nella chiesa e abbiamo detto: “Padre Jozo, la Madonna ci manda. Noi vogliamo ascoltare il suo messaggio”. E lui ha detto: “Preghiamo”. Così abbiamo cominciato a pregare il pomeriggio nella chiesa, finchè la Madonna è apparsa. Ella ha cominciato a dirci cosa dovevamo fare. Lei ha detto: “Mettete Gesù al centro. Chiedete al vostro parroco di celebrare la Santa Messa”. E con tanta gioia nel cuore abbiamo detto “sì”.
 
Io mi ricordo quei tempi: la gente lavorava nei campi, perché si era contadini, e quando era buio si andava a casa, ci si lavava e si andava in chiesa. Si pregava tanto. Si pregava con tanto amore e cuore. La chiesa era ubbidiente. La Chiesa quella viva, quella di persone. Questa costruzione si è riempita di persone che hanno cominciato a dire “sì” alla Madonna, “sì” alla Sua chiamata. Hanno cominciato a dire “sì” alla preghiera, “sì” al digiuno, “sì” alla Santa Messa quotidiana.
La Madonna ha visto che poteva contare su di noi e ci ha detto che Lei ha bisogno di noi. Vuole offrirci come un bouchet di fiori a Suo Figlio Gesù. Lei ci ha chiesto se siamo pronti a pregare di più. Quando padre Jozo trasmetteva il Suo messaggio attraverso i microfoni della chiesa noi gridavamo: “Sì. Noi lo vogliamo!”
 
Io mi ricordo una volta che la Madonna ha chiesto nove giorni di preghiera e digiuno a pane e acqua. Lo abbiamo fatto. Non con la nostra forza, ma con tanto amore per la Madonna. Ogni giorno andavamo sulla collina della croce o quella delle apparizioni o tutte e due. Sentivamo anche le nostre pance brontolare, perché erano vuote. In quel momento dicevamo: “Sì, perché noi crediamo che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre”. Abbiamo visto tante conversioni. Tanti peccatori che hanno cominciato a scegliere la via giusta. Abbiamo visto che Dio non è da qualche parte su una nuvola, ma è in mezzo a noi: sana, guarisce, converte. Abbiamo cominciato a sentire la Sua presenza nei nostri cuori, nelle nostre famiglie.
 
La Madonna ha iniziato a guidare questa parrocchia con messaggi settimanali. Ogni giovedì la Madonna dava il messaggio per la parrocchia, affinchè essa diventasse esempio per tante altre parrocchie. Quando hanno cominciato a venire sempre più pellegrini la Madonna ha cominciato a dare il messaggio il 25 del mese. Lei ha detto che questi messaggi sono per tutti noi, per crescere sempre di più nella fede. Non sono messaggi nuovi. Ha detto: “Io voglio risvegliarvi”. Perché ci siamo addormentati. Non preghiamo più. L’incredulità ha cominciato a prendere il nostro cuore. Dio ci è diventato lontano. Noi non Lo cerchiamo, non Lo preghiamo. Non crediamo nella Sua potenza.
 
Noi, con l’aiuto della Regina della Pace, abbiamo cominciato a vivere un cammino nuovo. “Quale cammino?” vi chiedete. Un cammino di semplicità. Di vita quotidiana. Dal mattino, quando ci svegliamo, fino alla seratarda, quando ci addormentiamo con la preghiera nella bocca e nel cuore. Abbiamo cominciato a pregare e lavorare, a digiunare e a pregare, a cantare e pregare, ad essere inginocchiati pregando. In tutti i momenti la preghiera era condimento della nostra giornata. E come diceva un amico vescovo, abbiamo cominciato a lavare pregando, a stirare pregando, a cucinare pregando. Come facevano le nostre mamme. Abbiamo risvegliato la preghiera nelle nostre famiglie, nel nostro cuore. Non davamo spazio al diavolo per occupare la nostra vita, la nostra esistenza.
 
A questo siamo chiamati. Siamo chiamati ad essere preghiera per tutti quelli che non pregano. Per tutti quelli che non adorano Gesù. Noi scopriamo come adorare qua a Medjugorje. Abbiamo cominciato con canto, silenzio, preghiera e meditazione. Essere davanti a Gesù.
Tante volte quando non sapevamo cosa fare ci mettevamo davanti a Gesù e dicevamo: “Gesù, io Ti guardo e Tu guardi me e questo mi basta. Tu sai quello che ho nel mio cuore. Tu sai i miei desideri, i miei dolori. Tu sai, perché Tu mi hai creato, a Tua immagine. Quando divento Tuo servo, Tuo strumento Tu mi plasmi e mi usi e io trovo la gioia. Quella gioia che dura fino all’eternità”. Per questo la Madonna ci dice: “Cominciate a vivere il Paradiso qua sulla terra”. Dove? Nel nostro cuore. Con Dio. Con l’aiuto della Regina della Pace. Lei è la nostra Regina. Regina dei nostri cuori. Regina del nostro futuro. Lei è speranza per tutti quelli che non hanno posto per la speranza. Lei è qua presente e ci dice: “Non dovete avere paura, perché Io sono con voi. Io vi amo”. Perché uno che prega, che ama, che ha Dio non ha più paura. Dio è al primo posto. Per questo ci ha mandato la Sua e nostra Madre che non ci abbandona. Ci aiuta come una madre, come una maestra.
Ci dice: “Figli Miei, ritornate alla preghiera. Ritornate a Dio. Ritornate a vivere i sacramenti. Vivete i comandamenti di Dio”. Quando sarete di Dio sarete gioiosi e la vostra vita troverà la pienezza. Da quel momento potete diventare strumenti per tutti quelli che non hanno conosciuto Dio.
 
La Madonna ogni due del mese ha cominciato ad apparire chiedendo soltanto di pregare per quelli che sono lontani. E ognuno di noi può pensare nel cuore: “Sì, io conosco questo e quello”. Chissà quanti conosciamo che sono lontani da Dio e vorremmo che tornassero ai sacramenti. La Madonna ci dice che la preghiera non ha barriere. La preghiera fa miracoli. La preghiera è la nostra vita. Anche nell’ultimo messaggio ci ha detto che la preghiera diventi gioia per noi. Non sforzo o tristezza. La Madonna ci dice: “Scegliete con la libertà che Dio vi da. Scegliete Dio, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna”. Per questo Lei non si stanca. Sa che abbiamo bisogno di Lei. Lei è la nostra madre. Lei vuole guidarci, aiutarci. Vuole dirci che è con noi. Come sotto la croce,  quando era con Suo Figlio morto. Sembrava che non ci fosse nessuna speranza. Lei è diventata la speranza della Chiesa.
 
Noi cristiani dobbiamo essere grati e possiamo essere fieri di avere la Madonna come nostra madre. Un cristiano mariano è più ricco. Perché abbiamo la Madonna. Lei intercede davanti a Dio per noi. Lei, come Madre di Gesù e Madre nostra, sa come presentare i nostri desideri e i nostri dolori davanti a Dio. Lei è Sposa dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo sappiamo che soffia dove vuole e come vuole. Lei, come Sposa, sa come presentare le nostre vite e così diventano il dono più bello per Gesù, affinchè ognuno di noi diventi santo. Come ha fatto per Giovanni Paolo II e per tante altre persone che ancora oggi muoiono testimoniando la loro fede.
La Madonna ci chiede di essere portatori di fede. In questo anno della fede, dove siamo uniti in modo speciale col Santo Padre, nella preghiera e anche nella consacrazione che farà presentandosi davanti alla statua della Madonna di fatima, che farà il 13 ottobre. Noi che siamo amanti della Madonna in modo particolare ne saremo contenti e saremo uniti con lui e con tutta la Chiesa, affinchè Maria, la Madre di Gesù, protegga questa Chiesa. E comincia un cammino nuovo con questo dono che Dio ci ha dato di Papa Francesco, attraverso la sua semplicità e preghiera. Attraverso la sua testimonianza. Ci sta dicendo: “Testimoniate con la vostra vita quotidianamente, là dove siete”. Ci dice di non essere indifferenti e che cominciamo ad essere “mani tese”, come la Madonna ci dice per le persone che sono lontane. Pagane. Quelle che non hanno conosciuto il Vangelo e quelle che non hanno conosciuto l’Amore di Dio. Ce ne sono tante. Dobbiamo metterci in testa che dobbiamo aiutarle a conoscere l’Amore di Dio.
 
Per questo vi invito: voi che siete qua a Medjugorje aprofittate di questo tempo, affinchè sia per voi incontro con Dio attraverso la Madonna. Il tempo giusto per la preghiera. Andate sulla collina della croce e delle apparizioni pregando. Pregate davanti al Santissimo Sacramento dell’Altare. Se non siete abituati prendete dei libri che vi aiutano a riscoprire la preghiera. Arricchitevi sempre di più conoscendo devozioni e preghiere nuove, finchè la nostra vita diventa preghiera.
Io che ho la grazia di avere ogni giorno il momento dell’apparizione pregherò per voi. Per tutte le vostre intenzioni. Mentre voi sarete inginocchiati qua davanti alla chiesa in preghiera io vi raccomanderò. Vi offrirò al Suo Cuore Immacolato, affinchè voi, tornati nelle vostre case, ricominciate una vita nuova. Che cominciate ad essere esempio con la vostra vita.
Abbiamo la grazia di avere sacerdoti con noi. Chiediamo di pregare su di noi. Chiediamo loro di benedirci, affinchè possiamo diventare strumenti. Che il nostro cuore di pietra diventi sensibile. Così, quando arriveremo da Lei in Paradiso, potrà dirci: “Grazie che avete risposto alla Mia chiamata”.
Adesso ci alziamo e chiediamo al sacerdote di venire e gli chiediamo di pregare su di noi, affinchè possiamo avere la forza per iniziare una vita nuova.          
 
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Padre Nostro…
Benedizione sacerdotale.